ENERGIA. Ritorno al nucleare? Conviene? Risolve? HC lo chiede a Emma Bonino

"Uno dei primi atti del nuovo Governo Berlusconi è stato quello di annunciare un imminente ritorno al nucleare perché, ci si dice, c’è bisogno di energia e bisogna riparare ai danni del referendum dell’87". Sono state queste le parole di Elisabetta Zamparutti, deputata radicale della Commissione Ambiente, che hanno aperto il convegno "Ritorno al nucleare. Conviene? Risolve?" svoltosi oggi alla Camera dei deputati, promosso da parlamentari Radicali e da Amici della Terra. Tema centrale del convegno è il disegno di legge, presentato il 25 giugno 2008 dal premier Silvio Berlusconi, insieme ai ministri Tremonti, Brunetta, Scajola, Sacconi e Calderoli, per rispondere al”esigenza energetica del nostro Paese con investimenti nel settore nucleare.

Nel testo del disegno di legge si spiegano le ragioni che spingono l’Italia ad aprirsi all’utilizzo del nucleare; tra esse ci sono l’eccesso di domanda e la conseguente pressione al rialzo dei prezzi all’ingrosso dell’energia, la rigidità nella struttura dei costi di generazione energetica per il predominante ruolo degli idrocarburi tra le fonti energetiche impiegate e, infine, la forte dipendenza dall’import, con l’84,4% di energia importata a fronte di una media europea del 52,4%. A tal proposito l’obiettivo del convegno è stato quello di voler dare un contributo al conoscere, dibattendo pubblicamente i termini della questione energetica, che ha un ruolo fondamentale per il futuro del Pianeta.

Il premio Nobel per la Fisica, Carlo Rubbia, ha preso parte al convegno ricordando un concetto molto semplice; "un principio fondamentale indica che l’energia migliore è quella a più basso costo", per questo "il Rinascimento nucleare non può essere per domani". Secondo Rubbia è "improbabile che il numero di reattori attivi aumenti significativamente nei prossimi 10 anni, visti gli aumenti del costo dell’Uranio, e comunque la soluzione nucleare non raggiungerebbe mai le dimensioni necessarie all’abbattimento dell’effetto serra. Il premio Nobel per la Fisica è del parere che non si può evitare un confronto con le nuove energie rinnovabili, come il solare a concentrazione ad alta temperatura, che andrebbe diffuso su larga scala. Infine Rubbia ha espresso la sua preoccupazione per il problema dello stoccaggio in sicurezza delle scorie in siti geologicamente sicuri.

Help Consumatori ha approfondito il tema del convegno con Emma Bonino, vice presidente del Senato, che ha concluso i lavori della giornata di oggi.

Perché, secondo lei, c’è stato proprio ora un ritorno al nucleare?

Non lo so ed è per questo che abbiamo organizzato questo convegno. Il Governo non ha spiegato nulla e noi chiediamo che metta sul Tavolo i costi e i benefici. La tecnologia sul nucleare non è come quella sugli altri temi; è più delicata e va affrontata in un altro modo, altrimenti la scelta nucleare rischia di diventare una scelta ideologica. Capisco che c’è una grossa emergenza energetica, ma la risposta non può essere il nucleare,, soprattutto in un momento in cui la Spagna sta facendo una politica di uscita dal nucleare, la Germania lo ha fatto già da tempo; resta la Francia che ha ancora centrali attive e la Finlandia che ne sta costruendo una, ma sta incontrando una serie di problemi. Purtroppo a livello europeo non c’è una politica comune dell’energia, quindi ogni Stato fa come vuole.

Quale soluzione lei propone?

L’Italia deve scegliere valutando tempi, costi e benefici. Quindi oggi abbiamo aperto un dibattito partendo da un’analisi obiettiva, perché ci è sembrato che il Governo non abbia attuato una strategia trasparente e consapevole. Non c’è una soluzione, ma ce ne sono tante. Prima di tutto serve un grosso piano di efficienza per il risparmio energetico; un piano di ricerca sulle energie sostenibili; una corretta gestione della domanda; il ricorso al nucleare di quarta generazione.

di Antonella Giordano

 

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