ENERGIA. Robin Hood Tax, TAR Lazio respinge ricorsi delle società petrolifere

Il TAR Lombardia ha respinto i ricorsi promossi dalle società petrolifere contro i provvedimenti adottati dall’Autorità per l’Energia elettrica ed il gas (l’AEEG) chiamata a vigilare sulla Robin Hood Tax, che si propone di destinare a vantaggio dell’intera collettività parte di quei profitti conseguiti dalle imprese che hanno beneficiato della congiuntura internazionale dei prezzi petroliferi.

"La conferma dei provvedimenti dell’Autorità per l’energia da parte del TAR Lombardia è un importante successo per i consumatori", ha dichiara Antonio Longo, Presidente del Movimento Difesa del Cittadino che, insieme a Federconsumatori e Adiconsum, ha affiancato l’Autorità per difenderne i poteri di vigilanza a tutela dei consumatori.

"In carenza di un’adeguata attività di controllo, infatti, – ha spiegato Longo – la Robin Hood Tax si trasformerebbe da imposta a carico delle imprese a "tassa alla pompa" che finirebbe per gravare unicamente sul consumatore finale il quale potrebbe addirittura essere sottoposto a una triplice "batosta" subendo la traslazione a catena dei petrolieri/estrattori, dei raffinatori e dei distributori".

I petrolieri sostenevano che l’Autorità fosse carente dei necessari poteri istruttori e ispettivi e che non potesse, quindi, richiedere agli operatori di settore di fornire spiegazioni, al variare di alcuni indicatori ritenuti sospetti. Il TAR Lombardia ha, invece, riconosciuto all’AEEG i predetti poteri ed ha affermato che è del tutto ragionevole prevedere che spetti agli operatori fornire le motivazioni delle variazioni degli indici ritenuti significativi dall’Autorità, onde escludere che si stia verificando la traslazione dell’addizionale I.R.E.S. vietata dal D.L. n. 112/2008 (provvedimento sulla Robin Hood Tax).

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