ENERGIA. Saglia: “Il futuro dell’Italia, oltre che nucleare, è rinnovabile”

In Italia il futuro del rinnovabile sembra promettente, in particolare per il fotovoltaico. E’ quanto emerge dal rapporto Deploying Renewables – Principles for Effective Policies dell’Agenzia Internazionale per l’Energia-IEA che è stato presentato oggi a Roma preso il Ministero dello sviluppo Economico. Lo studio ha fatto un’analisi comparativa dell’efficiacia delle politiche di incentivazione delle energie rinnovabili adottate nei 30 Paesi membri dell’Ocse e in Brasile, Russia, Cina, India e Sud Africa, nel periodo che va dal 2000 al 2005.

Già nel 2005 questi 35 Paesi rappresentavano l’80% dell’energia elettrica mondiale da fonte rinnovabile, il 77% dell’energia rinnovabile termica e il 98% dei combustibili alternativi per trasporto. Ma dal rapporto si evince che soltanto un numero ristretto di Paesi ha attuato efficaci politiche di stimolo dell’energia rinnovabile che rappresenta, secondo l’IEA, un immenso potenziale di sviluppo. Dunque i Governi nazionali devono fare di più, oltre che sperare ad un accordo internazionale che si prospetta in questi giorni all’interno del vertice di Copenaghen.

"L’Italia vuole essere tra i protagonisti della diffusione delle nuove tecnologie energetiche" ha dichiarato Stefano Saglia, Sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega all’energia, che ha introdotto la presentazione del rapporto. "Troppo spesso il nostro dibattito politico attorno alle nuove fonti energetiche si concentra sul nucleare, ma questa non è l’unica politica che stiamo attuando – ha spiegato Saglia – Il nucleare è fortemente correlato alle rinnovabili e noi crediamo che il nucleare oltre che un’opportunità sia una necessità per la sicurezza energetica perché garantisce quella continuità di approvvigionamento che le rinnovabili non assicurano".

"Ma la nostra volontà è anche quella di lavorare sulle rinnovabili perché siamo convinti che la green economy possa essere per l’Italia una nuova rivoluzione industriale, che oltre a creare prodotto interno lordo crea occupazione. E per questo – ha aggiunto il Sottosegretario – non vogliamo essere attori passivi; il nostro approccio è infatti organico e prevede incentivi compatibili con le bollette degli italiani. Purtroppo oggi non ci sono ancora regole chiare agli operatori e lavoreremo proprio per superare questo gap. Ci assumiamo così – ha concluso Saglia – un impegno nei confronti degli operatori italiani e della comunità internazionale ottenendo al più presto un quadro certo di regole economicamente e ambientalmente sostenibili. Stefano Saglia ha ribadito che l’obiettivo di questo Governo è quello di creare un mix energetico che includa il 25% di nucleare, il 25% di fonti rinnovabili e il 50% di idrocarburi. In particolare il rilancio delle rinnovabili dovrà partire dalle Regioni del Mezzogiorno che sono ricche di queste materie prime.

E comunque l’Italia ha fatto già dei passi avanti, soprattutto nel triennio 2006-2009, e in particolare nell’energia eolica e nel fotovoltaico. Lo ha detto Paolo Frankl, direttore della Divisione per le Energie Rinnovabili dell’IEA che ha evidenziato come in Italia ci sia un notevole potenziale per le fonti rinnovabili: oltre all’eolico c’è un grande potenziale in termini di biomasse e biogas per la cogenerazione, di solare termico e solare per la produzione di elettricità, nonché di utilizzo della geotermia. Frankl ha poi sottolineato che lo sviluppo di una filiera industriale delle fonti rinnovabili è pienamente compatibile con il tessuto economico italiano, caratterizzato da una presenza diffusa sul territorio di piccole e medie imprese.

E proprio per questo l’Agenzia Internazionale per l’Energia invita l’Italia e gli altri Governi a fare di più, a livello nazionale. Il Rapporto dell’IEA formula alcuni principi guida che i legislatori dovrebbero seguire: rimuovere le barriere non economiche, in primis quelle amministrative e informative; predisporre un quadro normativo trasparente che attragga gli investimenti, introdurre incentivi transitori per sostenere l’innovazione tecnologica, sviluppare un pacchetto di incentivi ad hoc tarati sulla maturità delle tecnologie.

di Antonella Giordano

LINK: Il Rapporto

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