ENERGIA. Scuole, ospedali e campagne informative: la voce dei Consumatori

Nelle scuole esistono progetti di educazione ambientale ed energetica rivolti soprattutto ai bambini, mentre un intervento strutturale come la presenza di impianti fotovoltaici è presente solo nel 6,7% dei casi. Negli ospedali il processo di cambiamento sull’uso e sul consumo dell’energia va ancora sviluppato. Fra i consumatori le campagne per il risparmio energetico spesso non sono state in grado di raggiungere le famiglie. La presentazione della ricerca del GSE "Sviluppo delle fonti rinnovabili, risparmio e efficienza energetica" è stata accompagnata da indagini, realizzate dalle associazioni dei consumatori, che hanno riguardato scuola, ospedali e campagne informative: l’iniziativa del GSE è stata infatti realizzata con la collaborazione di Cittadinanzattiva, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino e Federconsumatori.

"A scuola di risparmio energetico e sviluppo delle fonti rinnovabili": questa la ricerca presentata da Movimento Consumatori e Movimento Difesa del Cittadino attraverso un’indagine condotta su 137 scuole secondarie di primo grado soprattutto nei piccoli comuni. La ricerca evidenzia come fra gli interventi più attuati nelle scuole ci sia soprattutto la raccolta differenziata (82,1%) seguita da manutenzione dell’illuminazione (33,6%), applicazione di valvole termostatiche (29,9%), uso di lampadine a basso consumo (18,7%) e isolamento dei cassonetti (8,2%). Mancano invece interventi strutturali significativi come l’installazione di un impianto fotovoltaico (6,7%), di riduttori di flusso dei rubinetti d’acqua (3%) e l’isolamento delle nicchie dei radiatori (1,5%). E solo in rari casi viene precisato che gli interventi strutturali sono a carico dei Comuni. Si tratta dunque sostanzialmente di interventi di risparmio energetico. Allo stesso tempo, rileva l’indagine, nel 91,2% dei casi esistono progetti di educazione ambientale ed energetica all’interno dei programmi didattici. L’indagine sottolinea l’importanza della presenza di un addetto scolastico all’energia: quando il ruolo è ricoperto da un componente del personale docente si verifica infatti, rileva lo studio, un aumento di interventi sia nella didattica sia nelle azioni strutturali. Ma oltre la metà dei casi (54,7%) non ha in programma partnership con soggetti sensibili al risparmio energetico.

Le campagne per il risparmio energetico non hanno raggiunto tutte le famiglie, rileva Federconsumatori, perché erano percepite come politiche dei sacrifici e come azioni che comportavano nuove spese, mettevano poco l’accento sull’interesse del cittadino e non realizzavano una comunicazione efficace perché impiegavano spesso termini tecnici e parole straniere. Federconsumatori ha lanciato dunque una campagna informativa centrata fra l’altro sulla diffusione di una brochure, sull’attivazione di un box nella homepage del suo sito internet e su dibattiti pubblici.

E negli ospedali? Cittadinanzattiva ha presentato uno studio che ha avuto come oggetto la rilevazione di impianti e apparecchiature per la produzione di energia pulita presenti e attivi nelle strutture sanitarie. La rilevazione, a carattere sperimentale, si è rivolta a un numero ristrettissimo di strutture ospedaliere: l’Ospedale San Raffaele di Milano, l’Ospedale Sant’Orsola di Bologna e il complesso ospedaliero della ASL di Foggia. Dall’indagine, rileva Cittadinanzattiva, emerge che l’implementazione di strumenti efficienti ed efficaci di risparmio energetico nelle strutture ospedaliere è subordinata alla capacità delle amministrazioni sanitarie di farsi carico autonomamente, soprattutto economicamente, del problema. Si assiste dunque a esperienze positive come quella del San Raffaele di Milano e ad altre ancora acerbe come quella rappresentata dalla realtà pugliese. Ma appare ancora lontano, spiega Cittadinanzattiva, l’obiettivo di rendere partecipi gli individui di un processo di cambiamento radicale sull’uso e sul consumo dell’energia.

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