ENERGIA. Stress test nucleare, Greenpeace denuncia: analisi incompleta

A seguito del disastro di Fukushima in Giappone, l’Unione Europea aveva chiesto di effettuare una serie di test, da pubblicare entro il 31 ottobre, sulla capacità degli impianti nucleari di resistere ad eventi estremi, quali terremoti, inondazioni, mancanza di elettricità e malfunzionamento dell’impianto di raffreddamento. "A pochi giorni dalla scadenza molti enti nazionali per la sicurezza nucleare non hanno ancora reso pubblici i risultati" denuncia Greenpeace che ha analizzato i risultati dei test finora pubblicati giungendo alla conclusione che si tratta di un’analisi "incompleta ed approssimativa dei rischi".

Ad esempio – rileva l’associazione ambientalista – non sono state analizzate, come era invece previsto, situazioni quali l’occorrenza di danni contemporanei in più reattori, come è accaduto a Fukushima, o l’impatto di un aereo contro una centrale nucleare.

"Fukushima ci ha insegnato a pensare l’impensabile e questi test dovevano obbligare chi gestisce le centrali nucleari a fare esattamente questo – commenta Salvatore Barbera, responsabile della campagna nucleare di Greenpeace. – Invece di un’analisi esaustiva ci troviamo pieni di incognite: perchè non ci sono piani di evacuazione per le città e i villaggi intorno alle centrali? Perché le autorità hanno disatteso le promesse di prendere in considerazione i rischi in caso di incidente a una centrale con più reattori? Perché è stato ignorato il rischio della caduta di un aereo su una centrale?"

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