ENERGIA. Tariffe verdi? Solo un’operazione commerciale

Si parla da anni di tariffe elettriche "verdi". Un pressing pubblicitario sempre più incalzante rivolto ai consumatori che pensano di sottoscrivere contratti per la fornitura di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili. In realtà secondo Altroconsumo si tratta solo di un’operazione di carattere commerciale che non incide significativamente sull’aumento della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. I sottoscrittori di tariffe verdi utilizzano la stessa energia che utilizzano gli altri. Solo un quinto dell’elettricità prodotta deriva da fonti alternative e non esistono garanzie sufficienti che attestino con certezza l’origine da fonti rinnovabili dell’energia venduta.

Da tempo in bolletta tutti contribuiscono al finanziamento della produzione di energia da fonti rinnovabili: il 4,5% di quello che paghiamo contribuisce ad incentivare gli investimenti nel settore. Per Altroconsumo le tariffe verdi potranno considerarsi veramente tali solo il giorno in cui impegneranno gli operatori ad aumentare ulteriormente gli investimenti nella produzione di energia rinnovabile e a stimolare azioni concrete di riduzione generale dei consumi.

Altroconsumo ha voluto fare un confronto fra le tariffe verdi più convenienti offerte dalle aziende, la tariffa stabilita dall’Autorità per l’energia (destinata al mercato tutelato) e la più economica in assoluto delle tariffe presenti sul mercato libero per valutarne la convenienza. Il risultato è che, dal punto di vista economico, le tariffe che promettono la tutela dell’ambiente possono far risparmiare rispetto a quella del mercato tutelato pur non essendo le più convenienti in assoluto (vedi tabella).

A una settimana dall’entrata in vigore della bioraria sul sito www.altroconsumo.it è disponibile un vademecum per aiutare i consumatori ad adeguarsi ai nuovi piani tariffari e un calcolatore per scegliere la tariffa che meglio si adatta alle proprie abitudini di consumo. La casella di posta elettronica bioraria@altroconsumo.it e un modulo online sono attivi per tutte le segnalazioni di anomalie relative al passaggio alla bioraria.

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