ENERGIA. Tutto quello che è successo nel settore dell’energia e del gas

Il 29 dicembre 2008 l’Autorità per l’energia ha sanzionato, per un totale di oltre 600 mila euro, quattro società di distribuzione di elettricità e gas che hanno violato norme su qualità, continuità e sicurezza del servizio, in particolare, la garanzia di un sistema efficace di pronto intervento, la disciplina del contenuto dei preventivi per l’esecuzione di lavori, le regole per gli indennizzi ai clienti in caso di violazioni dei livelli specifici di qualità del servizio e gli obblighi ad una corretta ed omogenea registrazione delle interruzioni del servizio elettrico. Si tratta delle società: Iride Acqua Gas S.p.A.; Salso Servizi S.p.A.; Servizi Valdisotto S.p.A. e Azienda Consorziale Servizi Municipalizzati S.p.A.

Il 3 gennaio 2009 l’Antitrust ha multato, per un totale di 1,275 milioni di euro, nove società dell’energia per pratiche commerciali sleali. In particolare Enel Energia, Eni, AceaElectrabel Elettricità, AEM Energia, ASM Energia e Ambiente, Trenta, Enìa Energia, MPE Energia, Italcogim Energie hanno organizzato campagne pubblicitarie sulle offerte "prezzo fisso/certo/bloccato" e "bioraria" di energia elettrica e gas, con indicazioni inesatte o incomplete, in grado di indurre in errore i consumatori sul prezzo complessivo applicato per l’erogazione del servizio richiesto.

La liberalizzazione del settore della vendita dell’energia, avvenuta per il mercato del gas nel gennaio 2003 e nel luglio 2007 per il mercato dell’energia elettrica, ha visto l’ingresso sul mercato di numerosi nuovi operatori che, secondo l’Antitrust, hanno cercato di guadagnare rapidamente quote di mercato investendo soprattutto in massicce campagne di comunicazione, non curandosi di dare al consumatore maggiormente bisognoso di chiarimenti, un’informazione particolarmente chiara e corretta.

Ma il nuovo anno è iniziato anche con qualche novità per il mercato del gas e dell’ energia. L’Autorità per l’energia ha deliberato nuove regole per il servizio di "scambio sul posto"che sono entrate in vigore dal 1° gennaio 2009. Il servizio consiste nel realizzare una particolare forma di autoconsumo in sito consentendo che l’energia elettrica prodotta e immessa in rete possa essere prelevata e consumata in un momento differente da quello in cui avviene la produzione, utilizzando quindi il sistema elettrico quale strumento per l’immagazzinamento virtuale dell’energia elettrica prodotta, ma non contestualmente autoconsumata. Condizione essenziale per l’erogazione del servizio di scambio sul posto è la presenza di impianti per il consumo e per la produzione di energia elettrica sottesi ad un unico punto di connessione con la rete pubblica.

Dal 1° gennaio 2009 il servizio è gestito non più dai diversi distributori ma dal solo Gestore del sistema elettrico-GSE, secondo modalità uniformi per tutto il sistema nazionale con l’obiettivo di garantire una maggiore semplicità contrattuale, più trasparenza ed efficacia di gestione e la corretta valorizzazione economica dell’energia elettrica immessa e consumata; le nuove regole si applicano agli impianti di produzione da fonti rinnovabili fino a 20 kW e quelli da cogenerazione ad alto rendimento con potenza fino a 200 kW.

Dal 1° gennaio, dunque, coloro che già usufruiscono del servizio di ‘scambio sul posto’ devono semplicemente presentare l’istanza al GSE entro il 31 marzo 2009, stipulando una nuova convenzione con il GSE. Il nuovo regime non comporta nessuna modifica delle modalità di ottenimento e di erogazione dell’incentivo previsto per gli impianti fotovoltaici (conto energia fotovoltaico) né alcuna spesa.

Dal 1° gennaio, inoltre, è previsto un ulteriore beneficio: il valore dell’energia prodotta da piccoli impianti da fonti rinnovabili potrà essere utilizzato come eventuale ‘credito’ negli anni successivi senza più il limite di tempo di tre anni, come previsto in precedenza.

Altra novità per il nuovo anno: l’Autorità per l’energia ha introdotto un nuovo meccanismo di "premi e penalità" per lo sviluppo del "servizio di dispacciamento", svolto da Terna per garantire il buon funzionamento del sistema elettrico nazionale. Il nuovo meccanismo produrrà benefici sia per i consumatori finali che per il sistema in generale.

L’utilizzo efficiente da parte di Terna di alcuni degli strumenti a sua disposizione può, infatti, consentire di ridurre i costi per il "servizio di dispacciamento", necessario a garantire adeguati livelli di sicurezza del sistema elettrico e di funzionalità del relativo mercato. Tale servizio consente l’esecuzione delle transazioni commerciali di energia elettrica, liberamente concluse dagli operatori nel mercato elettrico (esiti di borsa elettrica compresi); ciò, compatibilmente con la sicurezza e la funzionalità complessive del sistema elettrico.

Per poter ottenere i premi, in caso di aumento di efficienza rispetto al 2008, Terna dovrà rispettare anche una serie di prerequisiti: in particolare non dovrà derogare ad alcuno degli standard di sicurezza prefissati e dovrà avviare un processo di revisione dei meccanismi di selezione delle offerte sul "mercato di dispacciamento", così da garantire la massima efficienza e trasparenza, già a partire dal 2010. Viceversa, in caso di eventuale peggioramento di efficienza rispetto al 2008, Terna sarebbe chiamata a pagare penalità, come parziale copertura dei maggiori costi connessi.

Infine una notizia positiva per tutti i consumatori: prima delle vacanze di Natale le associazioni dei consumatori hanno stretto un accordo con l’Eni sui rimborsi per le letture sovrastimate dei contatori del gas.

"Questo accordo si configura come la prima class action atipica che è stata realizzata in collaborazione con la più grande azienda italiana". E’ stato questo il commento del Movimento Difesa del Cittadino (MDC). "L’operazione è molto positiva, perché per la prima volta una grande azienda di servizi confrontandosi con le associazioni, restituisce agli utenti in maniera generalizzata una parte di bollette indebitamente riscosse per consumi sovrafatturati". MDC ha poi assicurato che verrà chiesto "a tutte le altre aziende del gas di seguire l’esempio dell’Eni e restituire agli utenti la stessa quota di bolletta. Se ci saranno nei prossimi mesi calcoli diversi accertati dall’Autorità dell’Energia o da inchieste giudiziarie torneremo al confronto con l’Eni per chiedere eventuali ulteriori rimborsi".

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