ENERGIA. UE, da domani stop alle lampadine a incandescenza da 60 watt

Le lampadine a incandescenza stanno per spegnersi del tutto. Almeno in Europa. Da domani, 1° settembre 2011, saranno bandite dal mercato europeo quelle da 60 watt. Le lampadine da 100 e 75 sono state già ritirate (le prime a settembre 2009 e le seconde a settembre 2010) e dal 2012 non ci saranno più neanche quelle da 40. Un passaggio in più fasi dalle lampadine tradizionali a quelle lampadine a risparmio energetico (ad esempio alogene, LED, florescenti compatte ecc.). Le più efficienti lampadine permettono un risparmio energetico fino all’80 % rispetto a quelle meno efficienti a incandescenza. Gli Stati membri e il Parlamento europeo hanno chiesto alla Commissione di adottare requisiti minimi per le varie tappe del passaggio e per l’ecodesign (definiti nel Regolamento della Commissione n. 244/2009 del 18 marzo 2009).

Per l’occasione il Commissario europeo all’energia Gunter Oettinger ha scritto un articolo che riportiamo di seguito:

"Hanno fatto parte della nostra vita quotidiana per così tanto tempo che sembra incredibile che debbano sparire: dal 1° settembre le lampadine da 60 watt scompariranno gradualmente dagli scaffali dei negozi, visto che questo tipo di lampadina sarà vietato dalla legislazione dell’UE. Per quale ragione? La lampadina di Edison, che ha prodotto luce per più di 100 anni, non corrisponde più allo stato dell’arte per quanto riguarda l’illuminazione — consuma troppa energia per la luce che produce. Le nuove lampadine — che fanno una luce analoga — (sia che si tratti delle lampadine a risparmio energetico che le lampadine fluorescenti compatte — CFL) consentono di risparmiare fino all’80% di energia rispetto alle lampadine di tipo Edison e durano 10 volte più a lungo. Cambiando tutte le lampadine una famiglia media può tranquillamente risparmiare fino a 50 euro l’anno di elettricità e l’insieme dell’UE può risparmiare l’equivalente della produzione annuale di 10 centrali elettriche e 15 tonnellate l’anno di emissioni di CO2, il che equivale a ritirare dalla circolazione 7 milioni di automobili (tutte le automobili dei Paesi Bassi, ad esempio).

Si tratta di cifre importanti e di un contributo significativo alla nostra strategia per ridurre il nostro consumo energetico e le emissioni di gas serra: l’Europa non può permettersi di sprecare energia. L’efficienza energetica è al cuore della strategia "Europa 2020" per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva e per la transizione verso un’economia basata su un uso efficiente delle risorse. Si tratta di un elemento fondamentale per conseguire i nostri obiettivi di lungo termine in materia di energia e clima, visto che l’energia che non usiamo, non inquina l’ambiente e non incide sul clima. L’efficienza energetica è anche uno dei modi più efficaci rispetto ai costi per rafforzare la sicurezza dell’approvvigionamento energetico. Utilizzando meno energia, riduciamo la nostra dipendenza dalle importazioni. E per quegli Stati membri che intendono abbandonare il nucleare o che hanno deciso di non avvalersene conseguire questo obiettivo è indispensabile in quanto le energie rinnovabili da sole non basteranno. Per molti aspetti, pertanto, l’efficienza energetica può essere considerata come la principale fonte energetica dell’Europa.

Per tutte queste ragioni, già nel 2007 i capi di Stato si erano prefissati un obiettivo ambizioso in termini di efficienza energetica: entro il 2020, una riduzione del consumo energetico dell’Unione europea pari al 20%. L’eliminazione graduale delle lampadine è solo un elemento di questa strategia. Per altri prodotti presenti nelle nostre case e poco efficienti dal punto di vista energetico, sono state introdotte le etichette energetiche con le quali si informano i consumatori se il prodotto è efficiente dal punto di vista energetico o no. Grazie ai progressi tecnologici innescati dall’introduzione di queste etichette, il 90% dei frigoriferi, delle lavatrici e delle lavapiatti oggi rientra nella classe "A" che è la classe più elevata del vecchio sistema di etichettatura. Questa strategia dà i suoi frutti in termini di energia e denaro: una lavatrice media fabbricata 15-20 anni fa consumava 1,5 kWh e 100 litri di acqua. Oggi una lavatrice moderna consuma 0,85 kWh e 40 litri di acqua. Una lavatrice nuova consente pertanto di risparmiare circa 80 euro l’anno.

Ma queste misure da sole non ci consentiranno di conseguire i nostri obiettivi in materia di efficienza energetica. Vista la situazione attuale, nel 2020 raggiungeremo solo un miglioramento del 10% dell’efficienza energetica — ossia metà dell’obiettivo stabilito. Per questa ragione la Commissione ha presentato nel giugno di quest’anno nuove proposte che non riguardano più unicamente le utenze domestiche ma anche gli enti pubblici, le imprese energetiche e l’industria. Un settore importante è costituito dall’edilizia abitativa — in effetti quasi il 40% del consumo energetico totale nell’UE è attribuibile agli edifici pubblici o privati: per l’illuminazione, per gli apparecchi elettrici ma soprattutto per il riscaldamento (67% del consumo). Ne consegue che l’isolamento e le ristrutturazioni degli edifici sono fondamentali. Per questo motivo proponiamo un raddoppio della percentuale di ristrutturazioni per gli enti pubblici (da 1,5 a 3%). Auspichiamo inoltre che le imprese energetiche aiutino i propri clienti a ridurre il loro consumo energetico. In Francia e nel Regno Unito questa politica sta già dando ottimi risultati: i consumatori risparmiamo energia e le imprese, invece di limitarsi alla vendita di energia, diversificano in parte le loro attività offrendo servizi energetici.
Come per le lampadine, la gente potrebbe pensare che questa soluzione non è pratica o che non è di loro gusto. Si trova sempre qualcosa da criticare. Ma una cosa è certa — dobbiamo agire adesso per metterci nella condizione di conseguire i nostri obiettivi. Solo gli effetti associati della piena attuazione delle misure in vigore e di quelle nuove proposte nel piano di efficienza energetica e nella direttiva sul risparmio energetico trasformeranno la nostra vita quotidiana e consentiranno di realizzare risparmi pari fino a 1000 euro per nucleo famigliare ogni anno, oltre a migliorare la competitività industriale dell’Europa, creare fino a 2 milioni di posti di lavoro e ridurre le emissioni di gas serra di 740 milioni di tonnellate.

Siamo onesti — non è unicamente l’Europa — o alcuni burocrati a Bruxelles — a volere farci risparmiare energia. Si tratta di un fenomeno internazionale. Pensiamo alle lampadine, per esempio. Gli Stati Uniti le hanno bandite, come hanno fatto anche l’Australia, il Canada, la Corea del Sud. La Cina, l’India e la Russia intendono seguire le loro orme. Per il nostro benessere. Per il nostro futuro".

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