ENERGIA. UP, nel 2011 record bolletta energetica italiana

L’Italia paga sempre di più per il suo fabbisogno di luce e gas. La bolletta energetica italiana quest’anno registrerà il nuovo record di 63 miliardi di euro, quasi 10 miliardi in più rispetto al 2010. E’ quanto ha detto il presidente dell’Unione Petrolifera, Pasquale De Vita, nel suo intervento all’assemblea annuale che si è tenuta oggi a Roma.

A pesare in modo significativo sarà la bolletta petrolifera che salirà da 28,5 miliardi dell’anno scorso a circa 36 miliardi di euro, registrando un massimo assoluto. Il record precedente risaliva, infatti, al periodo pre-crisi economica, cioè nel 2008 quando aveva toccato i 32,4 miliardi di euro. Questo dipende dall’alto prezzo del greggio, visto che i consumi continuano ad essere penalizzati.

De Vita ritiene demagogici i disegni di legge che prevedono il superamento dell’esclusiva per le rete dei distributori; secondo il Presidente dell’Unione Petrolifera i problemi sono ben più complessi e i vantaggi per i consumatori che derivano da questa proposta sono tutti da dimostrare.

Il Codacons critica l’intervento di De Vita, nella parte in cui ha sostenuto che ci sono già migliaia di impianti con un prezzo in linea con la media europea dove, di fatto, lo stacco con l’Europa è stato azzerato. L’Associazione invita De Vita ad una caccia al tesoro: trovare un Paese europeo in cui la benzina costa, come in Italia, 1.571 al litro ed il diesel 1,447 euro al litro.

"La realtà è che la differenza con la media Ue è di almeno 6 centesimi di euro al litro e che gli italiani continuano a pagare la benzina più cara d’Europa – scrive il Codacons – Inoltre, è impossibile riformare il settore partendo dalle proposte condivise in sede ministeriale, come sostiene De Vita, semplicemente perché non ce ne sono. Nemmeno una delle proposte del Codacons è stata finora accettata, salvo, forse, l’eliminazione dei millesimi. Anzi, il Governo si stava apprestando a fare addirittura una controriforma ed un regalo ulteriore agli speculatori, bloccando i prezzi per 7 giorni e favorendo così gli accordi collusivi tra le compagnie. La verità è che il Governo non intende fare alcuna riforma e non vuole mediare tra associazioni di consumatori e petrolieri, per la semplice ragione che da un prezzo della benzina alto continua ad incassare milioni di euro".

Federconsumatori e Adusbef sottolineano i nuovi rialzi dei carburanti, che continuano ad attestarsi a livelli inauditi, con prezzi elevatissimi e del tutto ingiustificati, sino ad oltre 1,60 euro al litro. "Una situazione insostenibile che denunciamo da tempo, e che continua a determinare gravissimi effetti sulle tasche degli automobilisti (già gravemente tartassati dai rincari delle polizze assicurative). Questi ultimi, infatti, rispetto allo scorso anno hanno subito per i carburanti un aumento di 410 euro. Per la precisione +240 euro annui per i soli costi diretti, a cui si aggiungono +170 euro annui per i costi indiretti, dovuti al fatto che buona parte dei beni è trasportata su gomma".

"Ecco perché – ricordano le Associazioni – è ormai inevitabile ed improrogabile un intervento determinato per un calmieramento dei prezzi dei carburanti, da realizzare attraverso le proposte rilanciamo da anni: la realizzazione di un’apposita Commissione istituzionale sulla doppia velocità (peraltro già convenuta nel protocollo con la filiera petrolifera) in grado di controllare ed intervenire sui meccanismi speculativi; il blocco settimanale degli aumenti; la piena e completa liberalizzazione della rete, anche attraverso l’apertura dei distributori presso il canale della grande distribuzione; l’eliminazione della cifra dei millesimi, fuorviante per la comprensione dei costi e per un’adeguata comparazione dei differenti prezzi applicati nei distributori.

"Non condividiamo per nulla, infine, le perorazione di De Vita di riapertura del Tavolo con il Ministro Romani. Faremo da soli, tramite accordi tra le parti sociali e coinvolgendo i gruppi parlamentari". "Lasciamo riposare il Ministro, che è molto meglio così – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – Se dovesse intervenire, infatti, c’è il forte rischio che faccia altri danni, come ha già fatto con la geniale trovata di aumentare l’accisa della benzina, non curandosi per nulla dei rincari per gli automobilisti e delle ricadute inflazionistiche."

"Adiconsum – dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale Vicario Adiconsum – è d’accordo sulla liberalizzazione del mercato petrolifero, ma a determinate condizioni: che preveda il pieno coinvolgimento delle Associazioni dei consumatori e che sia istituzionalizzata una cabina di regia presso il Ministero dello Sviluppo Economico con tutti gli attori della filiera. Adiconsum – prosegue Giordano – non condivide le dichiarazioni del Presidente De Vita in merito ai 6 disegni di legge di iniziativa parlamentare, definiti demagogici. Almeno per quanto concerne quello che ha dato vita, con la raccolta di 500.000 firme, alla Campagna "Libera la benzina", propone di tagliare balzelli fiscali, come le accise, che pesano anche sul pericoloso aumento del tasso d’inflazione".

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