ENERGIA. Unione Petrolifera stima la domanda: nel 2020 minor fabbisogno

L’Unione Petrolifera, l’Associazione che raggruppa le principali aziende petrolifere operanti in Italia nel settore della raffinazione e distribuzione del petrolio, ha elaborato le previsioni di domanda energetica e petrolifera per il periodo 2006-2020. Dall’analisi emerge che, principalmente per esigenze ambientali, i prossimi anni ed in particolare l’ultima parte dell’arco temporale considerato, saranno caratterizzati da assetti sociali/produttivi richiedenti minor fabbisogno relativo di energia, da impieghi della stessa secondo sistemi tecnologici innovativi e molto più razionali di quelli tradizionali, dalla preferenza a fonti energetiche con emissioni basse o nulle.

Nella elaborazione si è cercato di tener conto di ciò, prefigurando:
− una tendenza alla riduzione del "bisogno di mobilità" delle persone e un maggior ruolo del mezzo pubblico nella soddisfazione dello stesso;
− il trasferimento dalla strada alla via marittima e ferroviaria di parte del trasporto merci;
− una certa diffusione di nuovi tipi di propulsione per le autovetture (vetture ibride, vetture azionate da celle a combustibile e da idrogeno liquido), che sarà più evidente nel 2020;
− una evoluzione della produzione industriale verso settori "poco energivori";
− un ulteriore miglioramento della efficienza energetica in tutti i settori di impiego;
− un sensibile crescente contributo del gas naturale;
− un deciso sviluppo delle energie rinnovabili, secondo le indicazioni contenute nel "libro bianco" predisposto dal Governo e dalla Delibera Cipe per il recepimento del Protocollo di Kyoto;
− la tendenza ad un aumento relativo della produzione termoelettrica da carbone, in considerazione della sua maggiore economicità nei confronti di combustibili alternativi.

La complessiva domanda di energia primaria, stimata per il 2005 a 195,2 milioni di Tep, sale a 199,8 nel 2010, a 202,4 nel 2015 e 204,5 nel 2020. Il consumo energetico pro-capite sale dai 3,4 Tep attuali ai 3,5 nell’anno 2015 e nel quinquennio successivo. L’incidenza delle singole fonti primarie sul totale consumo energetico è prevista modificarsi sensibilmente, con un ridimensionamento del peso del petrolio a favore del gas naturale e delle energie rinnovabili. Rimane sostanzialmente costante il ruolo del carbone. Già dall’anno 2012, pertanto, il petrolio cederà al gas naturale il ruolo di principale fonte energetica del Paese. La sostituzione del petrolio con il gas naturale, insieme all’ipotizzato sensibile ulteriore miglioramento dell’efficienza e al previsto contributo crescente delle energie rinnovabili, tenderanno a frenare progressivamente la crescita delle emissioni di CO2. Tuttavia, nel 2020, saranno ancora superiori del 14% rispetto a quelle del 1990.

 

 

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