ETICHETTATURA. CTCU, irregolare il 51% dei cartellini di frutta e verdura dei mercati rionali

Nella settimana dal 17 al 21 maggio 2010 il Centro Tutela Consumatori e Utenti di Bolzano ha condotto un’indagine nei mercati rionali della città per verificare la presenza e la completezza dei cartellini obbligatori per la frutta e la verdura vendute al dettaglio. E’ la seconda indagine condotta dall’Associazione: la prima è stata effettuata a gennaio 2009 e, visti i risultati sconfortanti, il CTCU denunciò la situazione ai carabinieri dei Nas.

Dalla prima indagine, infatti, risultò che il 76% dei cartellini, nei due mercati rionali più grandi di Bolzano, era incompleto o mancante. Con questa seconda inchiesta il CTCU ha voluto accertare se, a seguito dell’intervento dell’autorità, la situazione si fosse finalmente regolarizzata. Purtroppo il risultato non è stato positivo: su un totale di 552 informazioni di base controllate (138 cartellini con 4 informazioni ciascuno), ben 186 sono risultate assenti.

Dunque si è passati dal 76% al 51% dei cartellini irregolari, ma il miglioramento è ancora insufficiente: per ogni cartellino irregolare ci sarebbe una sanzione di 100 euro, per un totale di 5.000 euro di multa per i cartellini analizzati. Il CTCU ricorda che la frutta e la verdura poste in vendita al minuto devono essere corredate da un cartellino obbligatorio che riporti: la denominazione e varietà del prodotto, il prezzo al chilo o a confezione con l’indicazione del peso della stessa, la categoria (extra, prima e seconda) e il paese di origine del prodotto. Se la merce è offerta in cassette o in vaschette, è su queste che va esposto il cartellino; se si tratta di merce sfusa, le indicazioni devono essere messe bene in vista dal venditore.

"È già grave – dichiara Walther Andreaus, direttore del CTCU – verificare come nei mercati rionali ci siano queste carenze. Le indicazioni negate ai consumatori quali qualità e provenienza sono essenziali. I cartellini chiari permettono di conoscere la provenienza di un prodotto, evitando così l’acquisto di merce soggetta a tempi lunghi di trasporto (e quindi meno fresca) e proveniente da Paesi dove l’uso di fitofarmaci e pesticidi è superiore alle quantità in uso a livello nazionale. Ma ancor più grave – conclude il direttore del CTCU – è constatare che a distanza di più di un anno dall’intervento dei carabinieri del 2009, la situazione sia ancora quella che abbiamo rilevato in questa occasione."

 

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