ETICHETTATURA. Camera approva proposta di legge sul “Made in Italy”

La Camera ha approvato la proposta di legge (C2624-A e abb.) sulle disposizioni concernenti la commercializzazione di prodotti tessili, della pelletteria e calzaturieri. Il provvedimento che passa adesso all’esame del Senato prevede che saranno "Made in Italy"’ solo le scarpe, i vestiti e gli articoli in pelle prodotti prevalentemente in Italia. Il testo mira ad assicurare la tracciabilità dei prodotti del tessile, della pelletteria e del calzaturiero. L’obiettivo é quello di tutelare i consumatori sul processo di lavorazione e sulla sicurezza di questi prodotti, consentendo di distinguere chiaramente il prodotto che sia realizzato in Italia.

La mancata o scorretta etichettatura dei prodotti e l’abuso della denominazione "Made in Italy" saranno puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a 50.000 euro; nei casi più gravi la sanzione è aumentata fino a due terzi, nei casi meno gravi invece è diminuita nella medesima misura. La merce è sempre oggetto di sequestro e confisca. Se queste violazioni sono reiterate allora sono sanzionate penalmente, con la reclusione da 1 a 3 anni; qualora, poi, vengano commesse tramite apposita organizzazione, sono soggette alla reclusione da 3 a 7 anni. Se ad abusare del ‘made in Italy’ sono le imprese, la sanzione andrà da 30.000 a 70.000 euro oltre al sequestro e alla confisca delle merci; la reiterazione della violazione comporta la sospensione dell’attività d’impresa da un minimo di un mese ad un massimo di un anno. Infine, il pubblico ufficiale (o l’incaricato di pubblico servizio) che omette i controlli sulle merci imposti dalla nuova disciplina viene punito con la reclusione da sei mesi a due anni e con una multa fino a 30.000 euro.

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