ETICHETTATURA. Contenuti e applicabilità della nuova legge. Intervista a Masini (Coldiretti)

Assicurare ai consumatori una completa e corretta informazione sulle caratteristiche di tutti i prodotti alimentari. Questo uno degli obiettivi della Legge in materia di etichettatura e qualità dei prodotti alimentari approvata ieri in sede legislativa alla Commissione Agricoltura della Camera. Con Stefano Masini, responsabile consumi di Coldiretti, abbiamo affrontato i contenuti della norma e la questione della sua compatibilità a livello europeo.

"Una legge importante che raggiunge obiettivi importanti di trasparenza nei confronti dei consumatori". Così Masini ha definito la norma precisando: "Il provvedimento prevede l’indicazione obbligatoria in etichetta della provenienza di tutti gli alimenti sia di quelli costituiti da un unico ingrediente che per i trasformati. In questo caso sarà necessario indicare l’ingrediente prevalente".

"La legge approvata – ha aggiunto– rappresenta una sorta di atto di responsabilità politica dell’Italia per l’apertura in Europa di un dibattito mai soffocato e reiterato dalle ripetute crisi alimentari. Vediamo ora il problema della carne suina contaminata da diossina prodotta in Germania che ha riportato a galla il problema della tracciabilità dei prodotti. Nel caso delle uova contaminate l’indicazione in etichetta dell’origine (prevista dalla normativa Ue) ha evitato un tracollo del mercato. L’etichetta serve non solo al consumatore ma anche al funzionamento degli scambi di mercato. Nella legge appena approvata l’etichettatura è uno degli aspetti dell’informazione al consumatore insieme alla pubblicità: in particolare, si considera la mancanza della dicitura di origine come una pratica commerciale ingannevole".

Prendiamo il caso delle uova contaminate da diossina. Ad esempio se in un pacco di biscotti le uova non rappresentassero l’ingrediente prevalente non troveremmo comunque l’indicazione di origine in etichetta.

I decreti attuativi lasciano spazio ad una attività amministrativa di verifica. Probabilmente in alcuni prodotti si riconoscerà, sulla base di vari elementi di interesse del consumatore, un concetto di prevalenza legato non solo alla quantità ma anche alla valenza degli ingrediente legata alla qualità dei quel prodotto.

In tema di Ogm quali le novità?

La norma introduce un nuovo parametro ovvero il considerare necessaria l’informazione al cittadino anche per i prodotti che sia ottenuto con uno Ogm. Un esempio è il latte ottenuto dalla mucca alimentata con mangimi Ogm, dove l’organismo gm entra nel processo produttivo del latte.

La nuova legge arriva in un terreno di competenza europea. Non c’è il rischio di uno stop da Bruxelles?

E’ pertanto necessario emanare filiera per filiera un decreto ministeriale, di concerto con le Regioni e sentite le organizzazioni di settore più rappresentative,che indichi le corrette modalità per l’etichettatura dei prodotti. Questo decreto dovrà poi essere inviato all’attenzione dell’Unione Europea per stabilire le compatibilità a livello comunitario. L’Italia deve fare molte pressioni a livello europeo. Sono proprio queste pressioni che nel caso dell’olio di oliva extravergine e vergine hanno permesso l’obbligatorietà a livello europeo dell’ indicazione in etichetta dell’origine. Il nostro Paese ha questa responsabilità vista l’importanza che il Made in Italy ha sia per i consumatori che per i produttori italiani.

Anche Adiconsum ha espresso la necessità di "impegnarsi perché l’obbligo di indicazione dell’origine nell’etichetta dei prodotti alimentari diventi una norma europea". Secondo Pietro Giordano, Segretario Nazionale Adiconsum "È opportuno che ora le competenti istituzioni, Ministro Galan in testa – anche approfittando delle recenti aperture della Commissione in tal senso, intensifichino la pressione su Bruxelles perché si arrivi quanto prima ad estendere a tutta l’Unione Europea l’indicazione d’origine obbligatoria nell’etichetta dei prodotti alimentari".

 

A cura di Silvia Biasotto
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