ETICHETTATURA. L’Europa ferma la legge italiana sull’obbligo d’origine. Le reazioni

La nuova legge italiana sull’obbligo dell’etichetta d’origine per tutti i prodotti alimentari sta facendo scomodare l’Europa. Il temuto intervento dell’Unione Europea, sulla compatibilità della norma italiana con il panorama comunitario (lo ha contemplato Stefano Masini, Presidente della Coldiretti, intervistato da Help Consumatori) è arrivato.

I Commissari europei alla Salute e all’Agricoltura, John Dalli e Dacian Ciolos, hanno scritto una lettera al Ministro delle Politiche agricole italiano, Giancarlo Galan. Nella lettera i due commissari giudicano la norma italiana "inopportuna", rispetto al cammino fatto finora in Europa sul fronte dell’etichettatura di origine. La legislazione italiana "aggiungerà ulteriori complessità e tensioni nei negoziati futuri su questo caso controverso", affermano Dalli e Ciolos, chiedendo all’Italia di inviare alla Commissione il testo della legge adottata in modo da consentire "una valutazione completa".

Il Consiglio dei Ministri UE il 14 febbraio prossimo dovrebbe raggiungere un accordo per l’etichettatura della carne, compresa quella di maiale, e del pollame. Un regolamento comunitario potrebbe quindi entrare in vigore, dopo l’iter parlamentare, entro il 2013-14.

Sul caso interviene il Sottosegretario di Stato alla Salute con delega alla Sicurezza alimentare, Francesca Martini, che difende il provvedimento e conferma la posizione italiana. "L’etichettatura di origine degli alimenti – ha dichiarato Martini – è un punto irrinunciabile per la tutela delle produzioni agroalimentari nazionali e per la libertà di scelta dei consumatori. Esprimo tutto il mio apprezzamento per la legge recentemente approvata dal Parlamento, che sancisce l’obbligo di indicare in etichetta l’origine delle materie prime che compongono i prodotti alimentari. È mia intenzione agire sui parlamentari europei italiani affinché, durante il riesame del Regolamento europeo sulle informazioni ai consumatori, si facciano portavoce nel prevedere l’estensione dell’etichettatura di origine, non solo alle carni, ma anche al latte e ai prodotti lattiero-caseari, come sancito dal provvedimento italiano. Manteniamo, quindi – ha concluso il Sottosegretario – la posizione già assunta a Bruxelles in occasione del Consiglio dei Ministri del 7 dicembre scorso, nel quale l’Italia si è nettamente opposta alla proposta della Commissione che non permetteva al consumatore di fare scelte responsabili circa l’origine dei prodotti. Andremo avanti".

La Coldiretti afferma che "essere in anticipo è un pregio e non certo un difetto per un Paese come l’Italia che ha il compito di svolgere un ruolo di leadership in Europa nella tutela della qualità e della sicurezza alimentare". "Già in altre occasioni, come nel caso dell’etichettatura dell’ extravergine di oliva, l’Italia ha anticipato l’Unione Europea guidandola verso una norma di trasparenza fortemente voluta dai cittadini. Il nostro Paese con questa legge ha dimostrato – sostiene Coldiretti – di essere leader in Europa in tema di sicurezza alimentare avendo avuto il coraggio di legiferare laddove invece l’Europa, ancora troppo distante dai cittadini, ha trovato sempre il modo di impantanarsi perpetuando di fatto gli interessi delle lobby degli affari. Gli stessi interessi commerciali di quei delinquenti che qualche settimana hanno provocato l’emergenza diossina in tutta Europa perché fabbricavano mangimi con olio bruciato di motori, ovvero di quel mercato di carne, latte e uova che avvelenano le nostre tavole e uccidono le nostre imprese oneste. Ecco perché – conclude Coldiretti – dobbiamo approvare la nostra legge italiana e dobbiamo applicarla subito anche a costo, se necessario, di aprire un contenzioso con l’Ue".

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