ETICHETTATURA. Parlamento UE verso l’obbligo del “Made in” per prodotti tessili importati

L’etichetta "Made in", con il paese di origine, dovrebbe essere obbligatoria per tutti i prodotti tessili importati da paesi terzi e venduti nell’Unione europea, in modo che i consumatori non siano indotti in errore. E’ quanto ha stabilito la Commissione Mercato Interno e Protezione Consumatori del Parlamento Europeo, emanando un nuovo disegno di legge sull’etichettatura dei prodotti tessili. Il testo sarà votato dalla Plenaria di maggio.

La Commissione, con il voto in seconda lettura, ha ripristinato la maggior parte degli emendamenti presentati dal Parlamento in prima lettura, sull’ indicazione del paese d’origine, sull’etichettatura dei materiali d’origine animale e sulla revisione di una clausola per possibili nuovi requisiti di etichettatura, che non era stata adottata dal Consiglio . Il progetto di legge mira a semplificare le norme di etichettatura tessile, in modo da favorire lo sviluppo e l’uso di nuove fibre. Esso dovrebbe incoraggiare l’innovazione tessile e dell’abbigliamento, rendendo più facile per i consumatori beneficiare di prodotti innovativi.

Secondo i deputati l’unico modo per garantire che i consumatori non siano ingannati da etichette che indicano che i tessuti sono stati realizzati nell’UE, quando in realtà sono stati fatti in paesi terzi, è quello di rendere l’etichetta "made in" obbligatoria. L’etichettatura può essere in qualsiasi lingua ufficiale dell’UE. "L’attuale assenza di norme armonizzate sul marchio di origine mette l’Unione europea in una situazione di svantaggio nei confronti dei suoi principali partner commerciali, come il Canada, la Cina, il Giappone e gli Stati Uniti, che richiedono il marchio di origine per le merci importate", ha sottolineato il relatore Toine Manders (ALDE / ADLE, NL). "Il marchio di origine faciliterebbe la scelta dei consumatori e contribuirebbe a ridurre le etichette d’origine inesatte o fuorvianti".

La Commissione del Parlamento Europeo ha ricordato che un prodotto tessile è considerato originario di un paese UE solo se è stato sottoposto ad almeno due delle seguenti fasi di lavorazione: filatura, tessitura, rifinitura o ideazione.

I consumatori continuano a rischiare di acquistare inavvertitamente prodotti di pelliccia vera, quando in realtà preferirebbero non farlo. La pelliccia, infatti, può essere anche potenzialmente pericolosa per la salute di chi soffre di allergie al pelo degli animali. L’etichettatura obbligatoria sull’origine della pelliccia consentirebbe quindi ai consumatori di identificare i prodotti che possono essere dannosi per la loro salute. I deputati hanno inserito anche l’obbligo di indicare in etichetta la presenza di parti non tessili di origine animale nei prodotti tessili ogni volta che sono messi a disposizione sul mercato".

Per aiutare i consumatori a fare scelte informate, gli eurodeputati hanno inoltre chiesto alla Commissione Europea di presentare un rapporto entro due anni, e, se necessario, di proporre una normativa per introdurre i nuovi requisiti di etichettatura a livello comunitario. Tale relazione dovrebbe esaminare, ad esempio, l’armonizzazione di requisiti in materia di etichettatura, attualmente volontaria, sulle taglie dei capi d’abbigliamento e delle calzature, sulle avvertenze sanitarie e di sicurezza (infiammabilità, possibili sostanze allergeniche), e sull’etichettatura sociale per il futuro. I deputati precisano che le nuove regole non si applicano ai prodotti tessili realizzati da sarti autonomi che lavorano in proprio o per ditte indipendenti.

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