ETICHETTATURA. Parlamento Ue chiede l’obbligo del “made in” per i capi tessili

Via libera dal Parlamento Europeo, in seduta Plenaria a Strasburgo, allo schema di regolamento che prevede le etichette "made in" obbligatorie per tutti i capi d’abbigliamento commercializzati in Europa. Secondo gli europarlamentari l’etichetta che indica il Paese d’origine del capo d’abbigliamento è l’unico modo per assicurare un’informazione chiara al consumatore, permettendogli così una scelta consapevole e libera.

Attualmente la legislazione comunitaria sull’etichettatura tessile riguarda soltanto l’armonizzazione dei nomi delle fibre tessili vendute nel mercato europeo (ce ne sono 48: 18 naturali e 30 sintetiche) e della loro composizione. Il nuovo regolamento, proposto dal Parlamento Europeo, propone invece un’etichetta obbligatoria con l’indicazione del Paese d’origine, con possibili sanzioni per chi vìola la norma. Etichetta da applicare non solo ai capi di abbigliamento, ma a tutti i prodotti tessili: tende, divani, tovaglie, e perfino giocattoli se composti da tessuto almeno per l’80%. Gli eurodeputati hanno chiesto, infine, alla Commissione Europea di produrre un report, ogni due anni, per esaminare l’armonizzazione delle etichette, delle taglie di vestiti e scarpe, delle indicazioni di salute e sicurezza (infiammabilità, possibili sostanze allergiche).

 

Comments are closed.