ETICHETTATURA. Pesce, MDC: etichetta corretta, spesa più sicura

Festività a base di pesce: se si segue la tradizione, i prodotti ittici sono la regola, protagonisti delle tavole imbandite delle feste alla vigilia di Natale e la sera di Capodanno. Per questo è importante avere adeguate informazioni per evitare il più possibile i rischi di frodi alimentari, che in periodo di forte consumo tendono ad aumentare in maniera esponenziale. Si vuole comprare, ad esempio, pesce fresco? Questo "deve avere un odore marino e gradevole, un aspetto brillante e il corpo rigido e arcuato. L’elemento distintivo di un’ottima scelta riguarda l’occhio che deve essere in fuori cornea trasparente pupilla nera e non infossato nell’orbita cornea lattiginosa pupilla grigia". Sono i consigli che arrivano dal Dipartimento Sicurezza Alimentare del Movimento Difesa del Cittadino.

MDC ha infatti realizzato poche settimane fa un rapporto sull’etichettatura dei prodotti ittici nei mercati rionali: il risultato è che solo un terzo del campione rispettava in pieno la legge. "L’esame dei dati relativi ai contenuti delle etichette – ricorda l’associazione – evidenzia come sia il prezzo l’informazione più presente (80%) un po’ in tutte le regioni. Difficile invece la situazione per due indicazioni essenziali per la trasparenza dell’informazione al consumatore: solo 4 banchi su 10 indicano la provenienza del prodotto e il metodo di produzione. Mentre solo il 60% la denominazione commerciale della specie".

Come deve essere dunque l’etichetta? Indicazioni obbligatorie per il pesce fresco sono prezzo, denominazione commerciale della specie, metodo di produzione (pescato o allevato) e zona di cattura (per il pescato e il Paese di provenienza per l’allevato). Per il pesce congelato coperto da glassatura, la percentuale della stessa deve essere indicata perché considerata tara.

L’etichetta del pesce surgelato deve invece contenere le seguenti indicazioni: "la denominazione di vendita o la denominazione commerciale della specie completata dal termine "surgelato"; il metodo di produzione (pescato o allevato), la zona di cattura per il pescato ed il Paese di provenienza per l’allevato; l’elenco degli ingredienti e cioè delle specie in caso di miscuglio (per es. preparato per risotto alla pescatora); la quantità netta o, nel caso di prodotti preconfezionati in quantità unitarie costanti, la quantità nominale; il termine minimo di conservazione (TMC) completato dall’indicazione del periodo in cui il prodotto può essere conservato presso il consumatore; il TMC si indica "da consumarsi preferibilmente entro"; il nome o la ragione sociale o il marchio depositato e la sede del fabbricante o del confezionatore o di un venditore stabilito nella Comunità economica europea; la sede dello stabilimento di produzione o di confezionamento; una dicitura che consenta di identificare il lotto di appartenenza del prodotto; le modalità di conservazione del prodotto dopo l’acquisto, completata dall’indicazione della temperatura di conservazione e della attrezzatura richiesta; l’avvertenza che il prodotto una volta scongelato non deve essere ricongelato e le istruzioni per l’uso".

Per saperne di più, guarda il video Pesce fresco a Natale? Guardalo negli occhi! Il servizio di Cittadini in TV al link http://www.mdc.it/it/canali/comunicazione/video/pesce_fresco_a_natale.html

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