ETICHETTATURA. Tessile, ok del Parlamento UE all’indicazione di pellicce e pelli

Il Parlamento Europeo ha appena approvato l’accordo, raggiunto con il Consiglio prima di Pasqua, sulle modifiche del regolamento sull’etichettatura dei prodotti tessili. La nuova legislazione prevede che venga indicata in etichetta se il capo tessile contiene pelliccia o pelle, così i consumatori, soprattutto chi soffre di allergie, non rischieranno più di sbagliare inconsapevolmente, acquistando un prodotto invece che un altro.

"Parti non-tessili di origine animale": sarà questa la denominazione adottata per indicare l’utilizzo di pellicce e pellame e di qualunque materiale derivato da parti animali nei prodotti tessili. La nuova legislazione dovrebbe assicurare anche una più rapida introduzione di fibre nuove e prodotti innovativi sul mercato.

Alla Commissione Europea è stato chiesto di presentare, entro il 30 settembre 2013, uno studio di fattibilità sulla possibile connessione fra le reazioni allergiche e le sostanze chimiche (come i coloranti, i biocidi o le nano-particelle) utilizzate nei tessuti. La proposta del Parlamento sull’obbligatorietà dell’etichettatura d’origine sui prodotti tessili importati da Paesi terzi è stata respinta dal Consiglio.

I governi nazionali hanno però accettato di chiedere alla Commissione di presentare uno studio, sempre entro il 30 settembre 2013, sulla fattibilità di un sistema di etichettatura d’origine, per dare ai consumatori "informazioni accurate sul paese di origine e informazioni supplementari per assicurare la completa tracciabilità del prodotto tessile". Tale relazione di valutazione potrà essere accompagnata da una proposta legislativa. Lo studio della Commissione dovrebbe anche valutare la possibilità di stilare dei requisiti di etichettatura validi per tutti (al momento facoltativi), di stabilire un sistema uniforme di etichettatura della taglia per gli indumenti, valido su scala europea, e introdurre un’indicazione per le sostanze allergeniche.

Il Parlamento ha evidenziato la necessità di valutare per il futuro l’utilizzo di nuove tecnologie per garantire la tracciabilità dei tessuti, come i micro-chips o le frequenze radio, al posto delle tradizionali etichette. Le nuove norme prevedono un’esenzione dall’obbligatorietà di rispettare i requisiti per l’etichettatura per i prodotti tessili "fatti su misura" da sarti indipendenti. Ora le nuove regole sull’etichettatura dovranno essere formalmente sottoscritte dagli Stati membri e il regolamento entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale europea. Per i nuovi requisiti di etichettatura, così come per le norme sull’etichettatura delle parti in pelle, ci sarà da aspettare un periodo di transizione di due anni e mezzo, per dare alle aziende il tempo di adeguarsi.

Comments are closed.