ETICHETTATURA. UNC: a Pasqua attenzione alle imitazioni

A Pasqua non facciamoci ingannare dai nomi di fantasia: la colomba non è il "dolce di Pasqua". A sollecitare la nostra attenzione nel momento dell’acquisto della tradizionale colomba di Pasqua è l’Unione Nazionale Consumatori che chiarisce: "Il decreto ministeriale 22 luglio 2005 ha riservato il nome di colomba al prodotto che non contiene grassi idrogenati e altri ingredienti scadenti ed economici con i quali si sostituisce il più costoso burro. In particolare, i grassi idrogenati (modificati artificialmente e nocivi alla salute) vengono utilizzati perché costano poco e hanno una durata più lunga, ma da molte ricerche risultano essere pericolosi".

A volte – continua la nota dell’Associazione – circolano colombe che sono addirittura senza burro e uova, gli ingredienti caratteristici di questo dolce, insieme ai canditi. I consumatori li comprano perché costano poco e, inoltre, piacciono molto ai bambini poiché contengono tanto zucchero e sono quindi molto dolci".

"Va invece ricordato – conclude l’Unione Consumatori – che le uova utilizzate nelle colombe devono essere in quantità tale da garantire non meno del 4% in tuorlo e che devono essere di categoria ‘A’ (cioè fresche), mentre la quantità di burro non deve essere inferiore al 16%. Il prodotto che non rispetta queste regole non può chiamarsi ‘colomba pasquale’ ".

Comments are closed.