ETICHETTATURA. Ue: quali sono le informazioni nutrizionali necessarie al consumatore?

In queste ore il Parlamento Europeo sta discutendo, in seduta Plenaria, la questione delle etichette alimentari. Il tema è complesso e sulla proposta di Regolamento della Commissione Europea ci sono una serie di emendamenti presentati dai gruppi parlamentari. Il nuovo Regolamento intende semplificare le precedenti indicazioni sulle etichette degli alimenti, andando verso un’etichettatura univoca in tutta l’Unione Europea, con caratteri di almeno 3 millimetri, per la leggibilità, e profili nutrizionali su ogni prodotto con informazioni dettagliate su grassi, zuccheri e sale.

Proprio su questi punti la deputata Renate Sommer, popolare tedesca responsabile del rapporto per il Parlamento, ha espresso contrarietà. Prima di tutto perché il carattere di 3 mm andrebbe ad ingrossare gli imballaggi degli alimenti portando ad un aumento dei rifiuti e del costo delle confezioni. E i profili nutrizionali dettagliati conterrebbero una quantità di informazione eccessiva e non immediatamente leggibile – ha spiegato Sommer – "Noi spingiamo sulla leggibilità e sui dati comparabili in modo che subito si possa capire qual è il contenuto della yogurt e non quali sono le dimensioni dei vasetti". Inoltre Sommer ha detto che "non dobbiamo avere una divisione tra alimenti buoni e cattivi e dobbiamo, invece, tutelare gli alimenti regionali, a favore delle specificità locali". "L’etichettatura degli alimenti – ha concluso Sommer – non può mai essere un manuale di buona alimentazione, la responsabilità del consumatore non può essere mai tolta".

A Renate Sommer ha risposto direttamente il Commissario alla Salute e alla Tutela dei consumatori John Dalli: "Il nostro obiettivo è quello di garantire che i consumatori sappiano, in modo semplice, cosa comprano e cosa mangiano. E’ il diritto all’informazione. L’etichettatura obbligatoria che specifica il paese d’origine del prodotto è importante, come lo è la leggibilità dell’etichetta. Quindi è necessario avere anche criteri misurabili, come la dimensione dei caratteri. Sono aperto a cambiare il testo per quanto riguarda i prodotti non preconfezionati, ma non posso accettare le critiche all’articolo 4".

L’articolo 4 del Regolamento è quello sui "profili nutrizionali specifici" dei prodotti alimentari. "Noi non vogliamo imporre un profilo nutrizionale, ma vogliamo che ci sia quando il produttore lo vuole, perché noi dobbiamo fornire al consumatore un’informazione chiara e onesta su ciò che è contenuto nei prodotti".

Proprio su questo Adiconsum ha scritto una lettera ai parlamentari europei chiedendo che l’art. 4 sia salvaguardato e ne sia data sollecita attuazione. "Adiconsum – dichiara Pietro Giordano, Segretario nazionale – esprime la propria profonda contrarietà all’abrogazione dell’art. 4. I profili nutrizionali, infatti, non sono prioritariamente destinati alla diretta fruizione da parte del consumatore; essi servono piuttosto a delimitare uno standard minimo di qualità dei prodotti alimentari, al di sotto del quale non deve essere concessa l’autorizzazione ad esaltarne caratteristiche nutrizionali o salutistiche né in etichetta né negli spot pubblicitari".

"L’art. 4 vieta anche l’indicazione di proprietà nutrizionali o salutistiche nelle etichette delle bevande alcoliche o di quei prodotti ricchi di grassi, o di zuccheri o di sodio. La soppressione dell’art. 4 produrrebbe un indiscriminato rilascio di autorizzazioni per l’utilizzo di claim nutrizionali e salutistici a tutti i prodotti alimentari, compresi quelli per cui è consigliabile un consumo limitato, ivi incluse le bevande alcoliche".

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