EUROPA. Biocarburanti e aiuti ai PVS: le risposte della Commissione Ue al rincaro prezzi alimentari

"L’Unione europea ha reagito rapidamente all’impennata dei prezzi degli alimentari" ha affermato ieri il Presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso, commentando un documento che definisce le risposte politiche da prendere per arginare gli effetti dell’aumento dei prezzi dei generi alimentari a livello mondiale. "La Commissione fa appello agli Stati membri affinché la risposta dell’Unione a questa sfida mondiale sia unitaria. La nostra risposta verrà coordinata con i partner internazionali in seno all’ONU e al G8" ha concluso Barroso.

Oltre all’aumento del costo dell’energia che ha prodotto pesanti rincari sui fattori di produzione, quali i concimi azotati (+350% dal 1999) e i trasporti, si annoverano, tra le cause di questo fenomeno, la scarsità dei raccolti di una serie di regioni, la svalutazione del dollaro americano e la speculazione. A livello dell’Unione europea alcuni Stati membri ne hanno risentito più di altri e le conseguenze più gravi le hanno subìte le famiglie a basso reddito; a livello mondiale sono stati colpiti i paesi in via di sviluppo costretti ad importare i generi alimentari.

Nonostante le previsioni della Commissione indichino una tendenza alla stabilizzazione dei prezzi, gli interventi necessari si articolano almeno su 3 fronti:

  1. valutazione dello stato della Politica Agricola Comune (PAC) e monitoraggio della distribuzione al dettaglio;
  2. potenziamento degli approvvigionamenti agricoli e promozione di criteri sostenibili per i biocarburanti;
  3. risposta internazionale più coordinata alla crisi alimentare, mantenendo una politica commerciale aperta e inserendo gli aiuti di stato ai paesi in via di sviluppo nei progetti a lungo termine.

Per quanti riguarda i biocarburanti da trasporto, che sono attualmente l’unica alternativa al fossile, l’Ue deve dimostrare che il regime di sostenibilità, in discussione al Consiglio e al Parlamento, non produca effetti secondari dannosi e definisca regole solide e applicabili. Questo obiettivo è fondamentale per raggiungere la riduzione del 20% delle emissioni europee di CO2 entro il 2020.

Intanto ieri sera il Parlamento Ue ha approvato con 602 voti favorevoli una relazione in cui si chiede una strategia in materia di accesso alle materie prime e di lotta alle speculazioni. Gli eurodeputati invitano la Commissione ad attuare una nuova politica energetica e un’azione multilaterale di contrasto alle misure che alterano la concorrenza. Secondo il Parlamento alcune restrizioni sono dettate da motivi legati allo sviluppo dei paesi meno avanzati, ma una priorità dell’Ue deve essere quella di garantire l’accesso libero ed equo ai mercati delle materie prime. Gli eurodeputati chiedono di negoziare un accesso non discriminatorio alle materie prime in cambio dell’accesso a tecnologie rinnovabili, che consentono il risparmio energetico e un uso efficiente delle risorse in tutti i negoziati bilaterali sugli accordi di libero scambio.

Il Parlamento, infine, sollecita la Commissione a raggiungere presto un accordo internazionale sulle risorse legate ai conflitti, il cui obiettivo primario sia «la proibizione totale del commercio di risorse che alimenta conflitti armati o ne è il risultato». Insiste, inoltre, sulla messa a punto di una regolamentazione che proibisca la vendita e la commercializzazione, nell’UE, di risorse legate ai conflitti.

Comments are closed.