EUROPA. Bruxelles: conferenza sull’inclusione sociale dei giovani svantaggiati

Oggi e domani si terrà a Bruxelles una conferenza sul tema della partecipazione dei giovani socialmente ed economicamente svantaggiati in Europa, organizzata dalla Commissione europea. E’ la prima manifestazione consacrata a questo argomento e l’obiettivo principale è quello di attuare dei metodi innovativi per incoraggiare i ragazzi emarginati ad occupare un posto nella società. Saranno inoltre presentati i successi ottenuti da alcuni progetti in questa direzione.

E’ prevista la partecipazione di più di 50 personalità provenienti da tutta Europa, tra cui ci sono rappresentanti di 23 organizzazioni non governative nazionali e locali di tutti gli Stati membri, così come vari animatori della gioventù.

L’evento si inserisce nella recente evoluzione della politica comunitaria per la gioventù, che si fonda sulla comunicazione della Commissione, adottata il 5 settembre 2007, intitolata "Promuovere la piena partecipazione dei giovani all’educazione, al lavoro e alla società" . Si propone l’elaborazione di una strategia trasversale per la gioventù, rafforzando la cooperazione intersettoriale tra le diverse politiche comunitarie. Inoltre l’inserimento sociale dei giovani consiste in una delle priorità del programma di finanziamento "Gioventù in azione" (2007-2013) che approva le iniziative e i progetti volti a migliorare le sorti dei ragazzi socialmente svantaggiati. Il 25 maggio 2007 il Consiglio dei ministri ha adottato una risoluzione intitolata "Assicurare le pari opportunità a tutti i giovani – Piena partecipazione alla società". La presidenza slovena dedicherà a questo tema una manifestazione specifica ad aprile prossimo.

Oggi il 19% dei giovani europei, con meno di 30 anni, vive al di sotto della soglia di povertà e il 15,3% di loro abbandona la scuola senza diploma. Il loro tasso di disoccupazione è doppio rispetto a quello di gruppi di altre età e presso di loro il suicidio è la seconda causa di morte, dopo gli incidenti.

L’espressione "giovani socialmente svantaggiati" comprende varie categorie: i senza domicilio fisso, i portatori di handicap, gli affetti da malattie croniche, le minoranze etniche e gli immigrati, le vittime di discriminazione sessuale, le vittime della tratta di esseri umani, i disoccupati o coloro i quali hanno dovuto interrompere prematuramente la loro scolarizzazione, gli abitanti delle periferie povere o delle zone rurali.

Il commissario europeo all’educazione, alla formazione, alla cultura e alla gioventù, Jan Figel, ha dichiarato: "Nel momento in cui dei giovani perdono piede o sono ostacolati dall’esclusione sociale, si verificano costi sociali ed economici enormi per la società intera. L’Europa è perdente se i giovani non possono apportare il loro pieno contributo, cosa che non possono fare senza una partecipazione effettiva alla vita della società. Ai 4 angoli dell’Europa – ha aggiunto Figel – un numero sempre crescente di ragazzi si vede tagliato fuori dalla società e questo si traduce in problemi di carattere criminale o antisociale. Dobbiamo lavorare insieme per prevenire questo fenomeno."

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