EUROPA. Circa la metà delle donne nell’UE27 è inattiva per doveri familiari

Una donna su due tra i 25 e i 54 anni nell’UE27 è inattiva a causa delle responsabilità familiari. Sono dati dell’Eurostat, che però ha registrato sostanziali differenze tra gli Stati membri. Nel 2006 il tasso di inattività delle donne tra i 25 e i 54 anni era, nell’UE27, del 23,6%, mentre quello degli uomini dell’8,1%. L’età presa in considerazione è il periodo più interessato dal lavoro, ma è anche il periodo in cui si creano le famiglie e si fanno i bambini. La ragione principale per cui le donne giovani sono fuori dal mercato del lavoro è costituita, infatti dal carico di responsabilità familiari. Nel 2006 circa il 10,2% delle donne di questa età ha dichiarato di essere inattive a causa dei doveri familiari, quindi la metà del totale di donne inattive.

I Paesi in cui si osserva il dato più basso sono il Regno Unito, la Svezia e la Danimarca, con un 2%, mentre il dato più elevato si registra a Malta (46%). Nel 2006 il tasso di inattività più basso lo avevano la Slovenia (13%), la Svezia (13,4%) e l’Estonia (14,3%), mentre il primato peggiore spettava ancora a Malta (58,9%), seguita dall’Italia (35,7%) e dalla Grecia (30,9%). Malta conservava il posto più basso anche rispetto al numero di donne che erano inattive a causa delle responsabilità familiari con il 45,6%, seguita dall’Irlanda con il 23,1%. Le percentuali più basse si sono registrate nel Regno Unito (1,9%) e in Svezia (2,1%).

Il tasso di donne inattive tra i 15 e i 24 anni era il 59,4%, nell’UE27, mentre quello degli uomini della stessa età era il 52,5%. Questi numeri elevati sono spiegati dal fatto che questo periodo di vita è quello dedicato all’educazione. In Italia il dato ha raggiunto il 73,1% e il livello più basso è stato registrato in Lituania con il 76,9%. Anche per il periodo che va dai 55 ai 64 anni di età l’inattività è molto diffusa: il 62,9% per le donne, il 43,8% per gli uomini, nel 2006. In Italia è del 77,5%, ma la percentuale più alta la conserva Malta con l’88,4%.

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