EUROPA. Commissione Ue: il 50% dei cittadini dei nuovi Stati membri non ha un conto corrente

Due cittadini su 10 dei 15 Paesi di vecchia adesione dell’Ue non hanno un conto in banca e nei restanti 10 Stati membri quasi la metà degli adulti è senza un conto bancario e circa ¾ della popolazione non ha neanche la possibilità di ottenere un credito. Lo ha evidenziato uno studio sull’esclusione dai servizi finanziari di base presentato oggi dalla Commissione europea, nell’ambito del suo impegno di sorvegliare affinché nessun cittadino, con determinate caratteristiche, si veda negata l’apertura di un conto corrente bancario. Tra gli organismi che hanno realizzato lo studio c’è l’Università di Milano. I risultati dell’analisi vengono esaminati oggi a Bruxelles nell’ambito di una conferenza cui partecipano più di 400 rappresentanti del settore finanziario, di gruppi dei consumatori, di Ong e dei poteri pubblici.

Una delle cause maggiori dell’esclusione dai servizi finanziari è, oltre al reddito basso, il fatto di vivere in una zona rurale di uno Stato membro di nuova adesione. Ma grandi difficoltà ad accedere a questi servizi ci sono anche per i disoccupati, per le persone malate o portatrici di handicap, per gli immigrati e per tutte le categorie sociali più svantaggiate. Questo dimostra come l’esclusione finanziaria non sia altro che un aspetto dell’esclusione sociale che, in generale, tocca chi non può avere accesso a servizi essenziali, quali il lavoro, la casa, l’educazione, la salute. Con l’invecchiamento della popolazione e l’innovazione tecnologica sono aumentati i fattori di esclusione a cominciare dalle competenze informatiche di base.

Alcuni operatori commerciali convenzionati in Italia, Germania, Belgio e Regno Unito hanno proposto dei conti correnti semplici e poco costosi per rispondere ai bisogni delle persone con redditi bassi o degli irregolari. In alcuni casi gli organismi sociali, come le casse di risparmio, i servizi postali e le cooperative sono risultati più attivi delle banche private, nell’ideare prodotti finanziari innovativi. Il settore bancario, in 6 Stati membri, ha elaborato delle carte e dei codici di buone pratiche da applicare ai conti bancari di base. Comunque i governi giocano un ruolo fondamentale nell’inclusione finanziaria e dovrebbero invitare le banche a proporre dei servizi elementari, o fatti apposta per le categorie più svantaggiate. Il microcredito potrebbe essere un ottimo strumento cui fare ricorso, ma resta prioritario il fatto di avere un quadro legislativo più armonico.

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