EUROPA. Commissione Ue sulla pesca: gli stock europei sono eccessivamente sfruttati

La Commissione europea ha pubblicato oggi una comunicazione sullo stato attuale della pesca dell’Ue: le risorse dell’Unione risultano sovrasfruttate rispetto alla maggior parte delle altre regioni del mondo; l’88% degli stock europei è molto più sfruttato rispetto alla media mondiale del 25%. Di conseguenza il settore della pesca dell’Ue contribuisce oggi molto meno che in passato all’economia e all’approvvigionamento alimentare.

La Commissione propone una maggiore flessibilità nell’adeguamento annuale dei TAC, cioè della quantità massima di pesci che possono essere prelevati da un determinato stock nell’arco di un certo periodo di tempo. Le possibilità di pesca dovrebbero essere fissate in linea con il livello di mortalità per pesca, corrispondente al massimo rendimento dello stock nel lungo termine. Per gli stock a bassi livelli di biomassa si propone di ridurre i TAC fino al 20% all’anno, mentre per gli stock ricostituiti oltre il livello che permette di ottenere il massimo rendimento i TAC potrebbero essere aumentati fino al 25% all’anno. Nei casi in cui il comitato scientifico, tecnico ed economico per la pesca consiglia una cattura zero, i Tac dovrebbero essere ridotti almeno del 25%. L’obiettivo è quello di consentire misure più efficaci di ricostituzione degli stock con più benefici per i pescatori. Un’altra proposta della Commissione è quella di passare ad un sistema di kW/giorno, che è più semplice da monitorare e più flessibile da applicare: gli Stati membri sarebbero liberi di determinare il giusto equilibrio tra la possibilità di pesca e la capacità della flotta.

La Commissione ha messo in evidenza il fatto che dal 2003 non è stato ottenuto alcun miglioramento generale dello stato degli stock. Il commissario europeo responsabile per la pesca e gli affari marittimi, Joe Borg, ha così commentato la comunicazione: "La situazione degli stock ittici europei continua ad essere allarmante. A cinque anni dall’ultima riforma della politica comune della pesca, seri ostacoli continuano ad impedire che le misure positive introdotte, quali la programmazione a lungo termine, la gestione precauzionale e una più approfondita consultazione con le parti interessate, producano risultati concreti". Borg, infine, ha invitato "gli Stati membri e le parti interessate a sostenere la strategia delineata per il 2009 e ad esprimere critiche e pareri costruttivi sul modo migliore per attuarla."

 

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