EUROPA. Commissione europea propone bando totale per taglio pinne squali

La Commissione europea vuole proibire senza alcuna eccezione il cosiddetto "finning" ovvero la pratica di tagliare le pinne degli squali quando sono ancora vivi per poi rigettarli in mare e condannarli a morte sicura. La Commissione europea vuole istituire l’obbligo per i pescherecci di portare a terra gli squali pescati tutti interi al fine di facilitare i controlli, e questo tanto nelle acque europee che in quelle extra europee. Gli Stati membri non potranno più concedere permessi di pesca speciali che autorizzano i loro pescherecci a tagliare le pinne degli squali a bordo.

La proposta di oggi rafforza il regolamento già in vigore sul divieto di finning del 2003 che prevede tuttavia delle eccezioni sul taglio delle pinne a bordo dei pescherecci. La Commissione vuole eliminare ogni possibilità di eccezione a questa regola. Lo scopo di Bruxelles è proprio quello di tutelare gli squali in via d’estinzione nelle acque di tutto il mondo.

Maria Damanaki, Commissaria Ue Affari marittimi e Pesca ha parlato di "tappare i buchi della legislazione Ue". " Vogliamo eliminare la terribile pratica del taglio delle pinne ad animali vivi e proteggere meglio gli squali ormai in estinzione nelle nostre acque grazie a maggiori controlli". La Commissaria spera che "il Parlamento e il Consiglio accettino la nostra proposta in modo che diventi legge il prima possibile".

Gli squali sono a rischio estinzione. Si tratta di animali già a rischio dal momento che non si riproducono velocemente, crescono lentamente e raggiungono l’età matura dopo molti anni. Associazioni come Shark Alliance sono impegnate da anni nella lotta al fenomeno del finning, difficile da contrastare proprio per le "eccezioni" permesse dal Regolamento Ue del 2003 e la difficoltà di controllare caso per caso i pescherecci europei. I Paesi maggiormente interessati sono Spagna, Portogallo e Cipro.

Non è la prima iniziativa dell’Ue volta a salvaguardare gli squali, in linea con il Code of Conduct for Responsible Fisheries della FAO (United Nations’ Food and Agriculture Organization’s), e in particolare secondo l’International Plan of Action on Sharks (IPOA-Sharks) adottato nel 1999. Adesso la proposta della Commissione europea passerà al vaglio del Parlamento europeo e del Consiglio Ue.

di Alessio Pisanò

 

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