EUROPA. Commissione suggerisce nuove regole anti abuso nella fiscalità diretta degli Stati membri

La Commissione europea ha adottato oggi una comunicazione che invita gli Stati membri ad effettuare una revisione generale delle loro regole anti abuso nel dominio della fiscalità diretta, tenendo conto dei principi emanati dalla giurisprudenza della Corte di giustizia europea, e a prevedere delle soluzioni coordinate. Questa comunicazione è stata presentata nell’ambito di un’iniziativa di coordinazione, intrapresa dalla Commissione a dicembre 2006. Per evitare la frode fiscale, gli Stati membri hanno messo in opera delle regole anti abuso che impediscono agli agenti fiscali di corrodere la base di imposizione sul loro territorio dirottando i loro introiti verso altri paesi. Ma le regole attualmente in vigore spesso non tengono in conto le libertà garantite dal Trattato e vengono contestate. Nell’ambito di un approccio comunitario condiviso della fiscalità diretta, la Commissione vuole aiutare gli Stati membri ad allineare le loro regole anti abuso alle esigenze del diritto comunitario e a esaminare le soluzioni costruttive con cui è possibile affrontare le sfide poste ai vari paesi.

Il commissario responsabile della fiscalità e dell’unione doganiera, Laszlò Kovàcs, ha dichiarato: "Le recenti segnalazioni della Corte di giustizia della Comunità europea in quest’ambito indicano chiaramente che gli Stati membri devono effettuare rapidamente una revisione critica delle loro regole anti abuso. Capisco che gli Stati membri abbiano bisogno di proteggere la propria base di imposizione contro l’erosione che risulta da strategie fiscali abusive e apertamente aggressive, ma non possiamo tollerare la presenza di impedimenti sproporzionati alle attività transfrontaliere in seno all’UE. Invito quindi – conclude Kovàcs – gli Stati membri ad esaminare insieme tutte le soluzioni condivise possibili".

E’ certo importante vegliare affinché nessun’ostacolo restringa indebitamente l’esercizio dei diritti di cui beneficiano gli individui e gli operatori economici in virtù della legislazione comunitaria, ma gli Stati membri devono anche essere in grado di fornire dei sistemi fiscali efficaci e di evitare tutte le erosioni della loro piattaforma fiscale imputabili agli abusi. La Commissione europea considera quindi urgente trovare un giusto equilibrio tra l’interesse pubblico e la necessità di evitare restrizioni alle attività transfrontaliere e di coordinare meglio l’applicazione delle misure anti abuso soprattutto per quando riguarda i paesi terzi.

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