EUROPA. Consumers Rights Directive verso l’approvazione

Sta per essere approvata la Consumers Rights Directive (CRD), un enorme testo legislativo che fisserà gli standard dei diritti per tutti gli acquisti dei consumatori europei per i prossimi anni. La normativa si applicherà ad una serie lunghissima di temi legati alla protezione dei consumatori: dalle informazioni alle regole sulle consegne, dalle riparazioni alle sostituzioni, passando per le garanzie e per le clausole illegali. Dopo il voto positivo in commissione Mercato interno del Parlamento europeo, sembra davvero quasi fatta. Adesso si dovrà pronunciare il Parlamento nel suo insieme nella sessione plenaria del 23 giugno a Bruxelles. Poi bisognerà attendere la decisione finale del Consiglio Ue, ma dopo le negoziazioni di queste settimane non dovrebbero più esserci problemi. Una volta approvata la nuova legislazione, gli Stati membri avranno tempo due anni per applicare le nuove regole.

La novità più di rilievo e sulla quale le associazioni dei consumatori hanno a lungo battagliato sono i 14 giorni di tempo per recedere un contratto di acquisto cosiddetto off-premises, ovvero fuori dai luoghi di vendita tradizionali (a domicilio, on-line o per strada), per qualsiasi tipo di motivo. Il prezzo pagato dovrà essere rimborsato anch’esso entro 14 giorni. Se il venditore non informerà correttamente su questo diritto di restituzione, il periodo sarà automaticamente esteso a 1 anno, come proposto all’inizio dal Parlamento. Questo diritto si estende anche agli acquisti fatti alle aste on-line, ma solo se fatte da venditori professionisti e non da privati. Sfortunatamente beni digitali come musica, film e software restano fuori, cosi come prodotti fatti su misura (vestiti e mobili). In quest’ultimo caso, l’acquirente sarà costretto a pagare solo la parte del prodotto già fatta al momento dell’annunciato ritiro. I costi di spedizione saranno a carico del consumatore, ma solo se il venditore ha informato preventivamente sulla loro cifra, in caso contrario dovrà ritirare il bene a proprie spese.

Consegna. Con le nuove regole, ogni prodotto deve essere consegnato entro 30 giorni, in caso contrario l’ordine potrà essere annullato senza alcuna spesa. Il venditore resta inoltre responsabile per ogni danno o perdita del prodotto durante la consegna. Informazioni sul venditore. Deve essere chiaro da chi si sta comprando un qualcosa (nome e indirizzo del venditore), cosa si sta comprendo esattamente e quanto questo costa in totale il prodotto, soprattutto se per gli acquisti via Internet o catalogo. Basta alle spese nascoste come i cosiddetti "pre-ticked boxes" su Internet. L’acquirente dovrà dare l’ok finale alla cifra che spende. Meno burocrazia per piccole aziende e commercianti. Nel caso di piccole riparazioni a domicilio (inferiori a 200 euro) non c’è bisogno di fornire tutte le informazioni per scritto, basterà farlo a voce. Per riparazioni urgenti non si applica il diritto di restituzione.

Superate le maggiori critiche. La Consumers Right Directive cosi come approvata in commissione Mercato interno vuole rispondere alle critiche sollevate dalle associazioni dei consumatori alla proposta legislativa fatta da Commissione e Consiglio qualche mese fa. Questa proponeva la cosiddetta "armonizzazione totale" tra le diverse normative dei 27 Paesi Ue in tema di consumo, che avrebbe obbligato paradossalmente quelle più avanzate come l’Italia) ad adeguarsi al ribasso. Un altro problema della precedente proposta era il buco normativo per quanto riguardava gli acquisti on-line, con diritti poco chiari per chi compra software, musica, film o altri prodotti via Internet.

Monique Goyens, Direttore generale dell’European Consumers’ Organisation (BEUC) si dice soddisfatta per i sostanziali cambiamenti fatti rispetto alla precedente versione della Direttiva. "Cosi come approvata adesso, la CRD non causerà una riduzione della tutela dei consumatori negli Stati Ue". Bene i 14 giorni di tempo per restituire un bene, una maggiore protezione per le trappole dei costi su Internet e in genere maggiori protezione per gli acquisti off premises. Sono state anche incluse maggiori informazioni sui prodotti elettronici. "Ciononostante restano delle perplessità sull’arco di tempo concesso per restituire un bene nel caso non si venga informati dei propri diritti e sulle spese di restituzione a carico del consumatori previste in qualche caso". "Inoltre si poteva fare di più nel delicato caso delle vendite a domicilio. Poi ci auguriamo che gli Stati membri non adottino la possibilità per i piccoli commercianti di non dare informazioni per iscritto nel caso di lavori inferiori ai 200 euro". "Adesso si attende che altri costi aggiuntivi, come quelli di chi paga con certe carte di credito online, vengano cancellati".

di Alessio Pisanò

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