EUROPA. Corruzione mercato mondiale armi costa 22 miliardi di euro l’anno

La corruzione nel mercato mondiale delle armi costa oltre 22 miliardi di euro l’anno. L’allarme è di Transparency International al via della 4 giorni di riunione delle Nazioni Unite a New York che dovrà definire il nuovo "Arms Trade Treaty" (ATT). L’associazione denuncia che quello delle armi è l’unico settore al mondo senza un meccanismo efficace di anti-corruzione. Da oggi fino al 15 luglio, i rappresentati di 192 Paesi cercheranno di raggiungere un accordo per la versione finale del accordo ATT in vista della sua entrata in vigore nel 2012. Questo accordo regolerà tutto il commercio mondiale di armi, al momento di stretta competenza nazionale. L’obiettivo è mettere nero su bianco standard obbligatori che si applicheranno a tutti i tipi di compravendita di armi tra Stati, ad esempio regole più chiare sull’utilizzo delle armi diverso da quello dichiarato.

Il settore del commercio delle armi è uno dei più corrotti al mondo, secondo l’ International’s Defence and Security Programme di Transparecy Internation, fenomeno che ha raggiunto il suo apice in Iraq, Afghanistan e Uganda. Gli Stati membri dovranno votare il testo finale della riunione Onu.

Il mondo dell’industria degli equipaggiamenti di difesa ha appoggiato l’iniziativa. Il Regno Unito ha adottato una legge, in vigore dal 1 luglio, detta "Bribery Act", che introduce un forte meccanismo di monitoraggio anti-corruzione all’interno del proprio governo. Questa misura è appoggiata anche da un ampio numero di privati del settore che chiedono l’istituzione di un "Global Investor Statement on the Arms Trade" a tutela della trasparenza del commercio delle armi.

Le associazioni sono a New York per seguire da vicino i lavori dell’assemblea Onu. Presenti, insieme a Transparency International, Oxfam, Saferworld, Arias Foundation e Amnesty International.

In Europa l’intero settore della vendita delle armi è di stretta competenza nazionale. La posizione comune del Consiglio 2008/944/PESC cerca di definire norme comuni, ma non vincolanti, per il controllo delle esportazioni di tecnologia e attrezzature militari dei paesi UE. Recentemente l’Europa è stata criticata per l’alto ammontare di armi vendute alla Libia nel 2009 che, secondo la relazione dell’Unione europea sull’esportazione di armamenti pubblicata nel gennaio 2010, ammontano a ben 343.7 milioni di euro di licenze per armi.

di Alessio Pisanò

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