EUROPA. Critiche dal Parlamento Ue per le proposte della Commissione sul futuro della PAC

"Il bilancio della salute della PAC è un momento chiave per il futuro dell’Ue. L’aumento dei prezzi alimentari suscita preoccupazioni all’interno della società e aumenta la nostra responsabilità politica". E’ quanto ha voluto sottolineare Luis Manuel Capoulas Santos, membro della Commissione Agricoltura del Parlamento Ue, che, all’inizio di luglio presenterà il suo progetto. Il riscaldamento climatico, la scarsità dell’acqua come risorsa, la perdita di biodiversità, pongono alla PAC (Politica Agricola Comune) nuove sfide.

Ieri sera si è svolta un’audizione organizzata dalla Commissione Agricoltura del Parlamento Ue, in cui deputati ed esperti hanno stimato insufficienti le risposte fornite dalla Commissione Ue all’instabilità dei mercati agricoli. Inadeguata, secondo la maggior parte dei partecipanti all’audizione, è la soluzione proposta dalla Commissione Ue di aumentare progressivamente i prelevamenti agli aiuti diretti agli agricoltori, affinché gli Stati membri possano mettere in pratica i loro programmi nel quadro della politica di sviluppo rurale. Secondo Allan Buckwell, della Country Land & Business Association, la sfida del cambiamento climatico non è una novità e la proposta della Commissione Ue manca di misure concrete da mettere in atto. "La vera nuova sfida è quella di mantenere il contributo dell’Europa alla sicurezza alimentare mondiale, stando attenti ad avere un impatto non troppo forte sull’ambiente"ha sottolineato l’eurodeputata del PSE Katerina Batzeli. Altri esperti hanno parlato della necessità di avere una politica agricola e di sviluppo rurale specifica con un budget chiaro e un forte impegno nella ricerca.

Per quanto riguarda il problema di come gestire gli aiuti agli agricoltori, Jesus Gonzales Regidor, dell’Università di Madrid, ha proposto un nuovo "modello territoriale" con diritti di pagamento che variano a seconda della zona rurale in cui avviene lo sfruttamento agricolo. Secondo Regidor questa soluzione permetterebbe una migliore coesione territoriale dell’Ue, una legittimazione sociale della PAC e faciliterebbe la conclusione di accordi commerciali multilaterali. Secondo il deputato francese Joseph Daul la regionalizzazione totale degli aiuti, proposta dalla Commissione Ue, potrebbe comportare grandi rischi: "se si danno i soldi alle autorità regionali, si rischia di privilegiare i giochi elettorali. Non si può legare la PAC ad un’elezione regionale di 5 anni".

Per quanto riguarda la crescita della domanda alimentare mondiale, la Commissione Ue ha proposto di sopprimere gli interventi per il grano duro, il riso e il maiale, di rimpiazzare quelli per il grano tenero, il burro e il latte scremato in polvere e di mettere in atto sistemi che assicurano i raccolti contro le catastrofi naturali. Secondo Daniel Perrin dell’Associazione per la sviluppo degli scambi internazionali di prodotti agro-alimentari, è necessario mantenere i meccanismi attuali di interventi sul burro e sul latte in polvere, che hanno avuto un effetto stabilizzante sui mercati. "Gli stock comunitari – ha spiegato Perrin – sono stati molto utili questi ultimi tempi e possono essere interessanti per un piano geostrategico". Insomma le conclusioni dell’audizione al Parlamento Ue sono state critiche verso la visione della Commissione Ue "che non corrisponde più alla realtà della situazione agricola afflitta dalla crisi alimentare".

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