EUROPA. Diritti umani al Parlamento Ue: moratoria sulla pena di morte e lotta alle discriminazioni

Promuovere la difesa non violenta dei diritti umani nel mondo attraverso una rete di democrazie su scala internazionale. Attuare la moratoria sulla pena di morte e combattere la discriminazione razziale, religiosa, sessuale e di genere. E’ quanto afferma la relazione dell’eurodeputato italiano Marco Cappato, approvata ieri al Parlamento Ue con 533 voti favorevoli e 63 contrari.

Il documento ritiene necessario rafforzare la politica estera e di sicurezza comune "spesso ostacolata dal prevalere degli interessi nazionali degli Stati membri"per migliorare la capacità dell’Ue di rispondere alle violazione dei diritti umani da parte dei paesi terzi.

In Cina continuano le incarcerazioni per motivi politici, le intimidazioni ai danni di avvocati e giornalisti e la libertà di espressione è ancora molto limitata. Il Parlamento chiede che l’Ue subordini le sue relazioni commerciali con la Cina alle riforme in materia di diritti umani e i Giochi Olimpici potrebbero costituire un’opportunità storica per questo. Ma il problema non è solo la Cina: la Russia continua con la sua politica di persecuzioni e di censura, la Birmania continua con le sue azioni di violenza, il Pakistan, l’Iran per non parlare del Darfur verso cui l’Ue sembra inerte.

Gli accordi di cooperazione e partenariato con i paesi terzi sono ancora lontani dall’imporre clausole universali sul rispetto fondamentale della persona. E il diritto alla democrazia, che è storicamente acquisito, non gode ancora del pieno godimento. Serve pertanto una rete su scala mondiale che rimuova gli ostacoli alla diffusione dei principi democratici attraverso l’azione delle istituzioni internazionali.

Il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite (UNHRC) "ha le potenzialità per diventare un prezioso quadro di riferimento per le iniziative multilaterali dell’Unione europea" – si legge nella relazione che invita perciò gli Stati membri a cooperare con questo organismo per portare la loro azione nelle sedi ONU. Attraverso il Premio Sacharov per la libertà di pensiero il mese di dicembre è diventato un riferimento annuale per le attività dell’Ue in materia di diritti umani. Il documento chiede di creare una rete dei vincitori con riunioni periodiche presso il Parlamento Ue.

I deputati insistono, infine, sulla lotta allo sfruttamento dei minori, chiedendo di introdurre sanzioni contro i responsabili. Si chiede all’Ue di utilizzare la clausola sui diritti umani per rendere prioritaria la lotta a tutte le forme di mutilazioni genitali femminili.

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