EUROPA. Elettrodomestici, costruttori chiedono incentivi per ridurre sprechi energetici

I costruttori di elettrodomestici chiedono misure legislative e interventi dei governi europei per assicurare il rispetto degli standard energetici e per promuovere la sostituzione del parco di elettrodomestici obsoleti attraverso incentivi pubblici. La modernizzazione, sostengono, permetterebbe di evitare ogni anno emissioni pari a 22 tonnellate di CO2. Non vogliono continuare sulla strada dell’efficienza energetica autofinanziata dei prodotti ma chiedono ai governi di sostenere con incentivi le misure contro gli sprechi. E’ quanto ha affermato la Ceced – European Committee of Domestic Equipment Manufacturers – che riunisce i grandi produttori di frigoriferi e lavatrici: nei giorni scorsi ha infatti deciso che non firmerà in futuro accordi volontari per limitare lo spreco di energia se non saranno accompagnati "da un pieno coinvolgimento delle autorità pubbliche".

Secondo il presidente della Ceced Magnus Yngen, i governi devono infatti garantire la competizione "rinforzando la legge e assicurando che le dichiarazioni sui prodotti siano genuini – o i nostri investimenti in prodotti di alta qualità saranno compromessi. Il prossimo round di miglioramenti ha bisogno di essere guidato dalla legislazione". Troppi governi, ha inoltre affermato Yngen, non stanno bloccando gli operatori privi di scrupoli dal promuovere il marketing di prodotti che dichiarano una efficienza energetica migliore rispetto a quella effettivamente conseguita.

In dieci anni – ha ricordato il segretario generale della Ceced Luigi Meli – l’efficienza energetica degli elettrodomestici è aumentata di oltre il 40%: "Restiamo disponibili a discutere su limiti di efficienza, ma le autorità pubbliche devono dimostrare la stessa ambizione con misure a sostegno delle nuove tecnologie e di sorveglianza dei mercati”. I costruttori lamentano in particolare gli scarsi controlli sui certificati di garanzia, ”palesamente falsi”, che accompagnano prodotti di bassa qualità e ad alto consumo energetico importati dai paesi orientali. Secondo il Ceced, il credito di imposta rivolto ai consumatori potrebbe essere esteso anche ai costruttori.

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