EUROPA. I rischi della contraffazione in una conferenza a Bruxelles

La contraffazione e la pirateria toccano fortemente l’economia mondiale. E’ questo il tema delicato affrontato oggi nella conferenza organizzata a Bruxelles dalla Commissione europea. Quali sono le implicazioni della pirateria e della contraffazione sulla competitività, sull’innovazione, sul mercato economico e sul mondo del lavoro in Europa?

Risponde Marc-Antoine Jamet, presidente dell’Unione dei Fabbricanti (UNIFAB), creata nel 1972 da un gruppo di farmacisti. Oggi l’UNIFAB rappresenta più di 400 imprese dell’innovazione, quindi di tutta quell’industria che ha bisogno di essere protetta dalla pirateria e chiede che sia creato un organo altamente rappresentativo a livello comunitario.

Secondo Jamet la contraffazione cambia quantitativamente e qualitativamente il mercato ma "la contraffazione è anche criminalità perché dietro i prodotti pirata c’è la stessa gente che sfrutta la prostituzione, il commercio di droga e infrange la legalità". Ci sono legami diretti anche tra la contraffazione e il terrorismo.

L’UE deve garantire il rispetto delle libertà fondamentali del suo mercato unico: la libertà di circolazione delle persone, delle merci, dei capitali e delle informazioni. E la contraffazione che è un fenomeno in continuo aumento, rappresenta un insulto alla legalità e all’immagine del mercato interno di ogni paese. I contraffattori sono pericolosi per l’intera società perché non rispettano le regole del mondo del lavoro. Inoltre Internet ha cambiato profondamente il panorama della contraffazione, ha semplificato l’accesso in modo ancora più pericoloso. I venditori restano anonimi e vengono protetti proprio da questo anonimato.

Gli obiettivi dell’UNIFAB sono quello di informare tutte le amministrazioni che sono a stretto contatto con il mondo delle imprese; e quello di formare i consumatori, educarli contro un male che si nasconde dietro il mercato. Il consumatore è onesto e se appoggia la contraffazione lo fa in modo inconsapevole. E’ importante fargli capire che questo ha un costo che pesa sul mercato interno e che egli stesso paga. I rappresentanti delle grandi imprese chiedono la creazione di un’Agenzia che coordina tutte le attività produttive e impone il rispetto del diritto alla proprietà intellettuale. L’Ue deve arrivare ad armonizzare la sua legislazione per rafforzare la lotta alla contraffazione, grazie anche alla sinergia tra le industrie e i consumatori.

Un rappresentante della Lacoste, una delle più antiche imprese, nata nel 1933 a carattere familiare, insiste sulla pericolosità dei prodotti contraffatti, sui rischi per la salute e sul fatto che la pirateria sia un attacco alla memoria dei lavoratori che hanno contribuito alla crescita di un’azienda. La Lacoste ha iniziato a portare avanti dei grandi valori, associati alla forma e alla materia delle magliette ed è diventato uno dei marchi più conosciuti, e di conseguenza uno dei più contraffatti. Comprare una polo fabbricata in Thailandia con materiale scadente, con colori non resistenti alla pioggia, costituisce un rischio per la salute di ognuno di noi. Oggi 25000 persone lavorano per Lacoste e c’è, intorno all’azienda, un’avventura industriale ma soprattutto umana. Sono questi i concetti che bisogna trasmettere ai ragazzi e al consumatore in senso largo. La contraffazione è un insulto a tutto quello che cerca di sviluppare il mercato e a tutte le forze innovatrici di una marca.

"L’aumento del numero di prodotti contraffatti e dei commerci pirata all’interno del mercato unico è sempre più preoccupante" ha commentato il commissario europeo responsabile del mercato interno e dei servizi, Charlie McCreevy. "Prima che la Commissione adotti nuove misure, dobbiamo coinvolgere tutte le parti interessate. Questa conferenza costituisce un’occasione ideale per confrontare i punti di vista e scambiare le idee sul modo migliore per sconfiggere questo problema" ha concluso McCreevy.

Comments are closed.