EUROPA. Il Cedefop presenta le previsioni delle competenze richieste agli europei entro il 2015

Di quali competenze avranno bisogno gli europei nei prossimi anni? La Cedefop (Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale), un’agenzia dell’Unione europea con sede in Grecia, presenta le sue prime previsioni rispetto ai bisogni delle competenze per il 2015. Lo studio, condotto su tutti gli Stati membri, tranne Bulgaria e Romania, per mancanza di dati, è intitolato "Abilità future necessarie in Europa: previsioni di medio termine".

La conclusione a cui si arriva è che, nella maggior parte dei settori professionali, compresi gli impieghi poco qualificati, aumenta la domanda di competenze e qualificazioni, in conseguenza dello sviluppo crescente dei servizi e dei cambiamenti tecnologici e organizzativi radicali. L’Europa si distacca sempre di più da un’economia del settore primario e dell’industria, incentrando la sua forza nei servizi.

Il commissario europeo all’educazione, alla formazione, alla cultura e alla gioventù, Jan Figel’, ha dichiarato: "L’economia mondiale è in costante evoluzione, così come lo sono le competenze necessarie nel mercato del lavoro. I nostri cittadini si chiedono quali siano le competenze di cui avranno bisogno. Grazie alle informazioni di questo studio, i giovani e i meno giovani potranno valutare i loro obiettivi e determinare i loro bisogni di formazione e di apprendimento".

Nel 2015 il settore primario occuperà 10 milioni di lavoratori in tutta l’Europa, contro i 12 milioni del 2006, e i 15 milioni del 1996; l’industria manifatturiera ne impiegherà 34,5 milioni, contro i 38 milioni del 1996.

Ma da qui al 2015 l’economia genererà più di 13 milioni di nuovi posti di lavoro: 3,5 milioni nei trasporti e nella distribuzione, circa 9 milioni nel commercio e negli altri servizi. L’educazione, la salute e le attività di carattere sociale creeranno 3 milioni di posti di lavoro supplementari.

Aumenterà sempre di più la richiesta di mestieri altamente qualificati: attualmente sono 80 milioni, su 210, i lavoratori che fanno dei lavori non manuali, ma questa proporzione è destinata ad aumentare. Il numero dei lavori per le persone poco qualificate diminuirà di 8,5 milioni, e anche gli operai avranno bisogno sempre di più di un livello di formazione medio. Quindi i nuovi lavoratori, per fare lo stesso lavoro dei predecessori, dovranno essere più qualificati.

Il Cedefop ha inoltre realizzato dei dossier dettagliati nei domini specifici del turismo, delle nanotecnologie, dell’agro-alimentare, dell’industria del legno e lancerà presto degli studi sui settori della salute e dell’ambiente.

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