EUROPA. Il cambiamento climatico e il dialogo tra le culture. I temi discussi al Parlamento Ue

Si è svolto oggi l’incontro voluto dal presidente della Commissione europea José Manuel Barroso sulle due principali sfide di quest’anno: il cambiamento climatico e la riconciliazione attraverso il dialogo tra le culture e tra le fedi, discussa assieme ai responsabili religiosi europei. Oltre ad una ventina di rappresentanti della cristianità, del giudaismo e dell’islam, hanno preso parte all’evento il presidente del Parlamento Ue Hans-Gert Pottering e il primo ministro sloveno e attuale presidente del Consiglio europeo Janez Jansa.

Il presidente del Parlamento Ue ha aperto il dibattito sottolineando la necessità di un impegno europeo su temi di attualità e spiegando come il "successo" arrivi quando tutte le anime della società "concertano all’unisono".

L’intervento del premier sloveno si è concentrato sulla « sacralità » dell’ambiente non ha solo una dimensione naturale. "Il concetto di comunità e di lealtà tra l’uomo, la natura e il Creatore è sotteso parimenti al giudaismo, al cristianesimo e all’islam. Il cambiamento climatico ci impone di ripensare le forme in cui l’immaginazione, la spontaneità e l’imprenditorialità vanno canalizzate per creare un mondo affrancato dalla dipendenza dei carburanti di origine fossile, eppure più prospero e interconnesso che mai. Ciò – ha concluso il premier sloveno – non significa che dobbiamo rinunciare alle nostre conquiste, solo che dobbiamo ripensarle e considerarle da un punto di vista nuovo."

Il presidente Barroso ha sollecitato un urgente intervento comune per cui "ciascuna componente della società civile deve contribuire a garantire un futuro sostenibile per il nostro pianeta". Per quanto riguarda le religioni e le comunità di fede, Barroso ha spiegato che "grazie all’ampiezza della loro influenza e al ruolo che svolgono nelle nostre società si trovano in una posizione ideale per fornire un valido contributo a mobilitare a favore di un futuro sostenibile. Uniamoci in uno sforzo comune – ha concluso il presidente della Commissione Ue – a dimostrazione del fatto che i fautori di uno scontro di civiltà sbagliano."

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