EUROPA. Il difensore civico richiede una maggiore trasparenza e accessibilità dei documenti

L’accesso ai documenti pubblici delle istituzioni europee non è abbastanza trasparente. E’ quanto denuncia il difensore civico europeo, spiegando che il sistema attuale soffre di una mancanza di chiarezza e di un’insufficienza di risorse e necessita di un migliore accesso. Gli europarlamentari stanno preparando un’iniziativa che verrà discussa a breve. Il difensore civico europeo, Nikiforos Diamandouros, ha segnalato ai deputati i limiti delle procedure di accesso ai documenti della Commissione europea, ricordano che una sessantina di casi si sono rivolti a lui. Alcuni di questi reclami hanno dimostrato che l’argomentazione del rischio di "una seria erosione del processo decisionale" indicato nel regolamento per giustificare tali rifiuti sia in effetti usata troppo spesso, per volere delle istituzioni, soprattutto dal Consiglio, per mantenere certe discussioni in ambito privato. Il difensore civico crede che il regolamento debba definire più chiaramente cosa intenda per "seria erosione del processo decisionale" e debba richiedere alle istituzioni di fornire le loro ragioni nell’invocare questa procedura.

Diamandouros sollecita anche a chiarire la ragionedel "predominante interesse pubblico"che viene invocato per giustificare l’accesso ad una documentazione limitata. Inoltre il regolamento dovrebbe richiedere una revisione delle clausole confidenziali indicate nella legge Comunitaria, che, secondo il difensore civico europeo, vengono interpretate in modo troppo generale dalla Commissione. "Le eccezioni dovrebbero essere più ristrette – dichiara Diamandouros – quelli che non corrispondono esattamente ai casi previsti dal regolamento devono essere considerati inapplicabili".

Tony Bunyan, della Ong Statewatch, è meravigliato del fatto che i documenti relativi ai negoziati tra l’UE e gli Stati Uniti non siano accessibili. "La situazione sta diventando ridicola – dice Bunyan, aggiungendo che sembra che il Consiglio abbia nascosto i documenti americani non perché il contenuto fosse controverso in sé, ma piuttosto per non mostrare la grande influenza che il governo degli Stati Uniti ha sulla legislazione europea. " E’ come se gli Stati Uniti fossero il ventottesimo Stato membro dell’Unione" conclude Buyan.

Il deputato Marco Cappato (ALDE, IT), relatore sulla trasparenza, risponde alle dichiarazioni del difensore civico sul bisogno di una maggiore trasparenza, dicendo che c’è un’urgenza di "evolversi verso una reale libertà di informazione nelle istituzioni europee". Per quanto riguarda la difficoltà delle istituzioni nel rispettare le scadenze per cedere la documentazione, Cappato non parla di sanzioni, ma "errori nel rispetto delle scadenze dovrebbero suscitare delle conseguenze".

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