EUROPA. Il no irlandese al Trattato di Lisbona discusso dal Parlamento Ue

Domani e dopodomani ci sarà il vertice del Consiglio europeo, a seguito del risultato negativo del referendum irlandese alla ratifica del Trattato di Lisbona. Il Parlamento Ue, che ha dibattuto il no irlandese in sede di seduta Plenaria, auspica che il Consiglio lanci segnali forti ai cittadini verso il processo di integrazione che porta ad un Trattato unico, che è la sola possibilità concreta per attuare nuove riforme comuni.

"Avanti con le ratifiche della Trattato di Lisbona perché tutti i paesi Ue sono uguali", ha affermato il presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso, intervenendo al Parlamento europeo e denunciando il fatto che se si attacca continuamente l’Ue non ci si può aspettare che i cittadini poi votino a favore di questa. "Avere trattato per anni l’Ue come un conveniente capro espiatorio ha rappresentato un terreno fertile per argomenti populisti", ha sottolineato Barroso, che ha messo in guardia dalla tentazione di fermarsi in seguito al no irlandese, perché "il mondo non aspetta". "Rispettiamo l’esito del voto in Irlanda, ma tutti i paesi europei hanno il diritto di esprimere la loro opinione", ha indicato Barroso, secondo il quale l’Ue non deve "buttarsi in decisioni premature". "Dobbiamo darci il tempo per trovare il consenso, anche se non ci dobbiamo impiegare troppo", ha concluso Barroso.

Secondo una parte degli europarlamentari l’Unione europea non si è fermata, ma funziona. Il no irlandese della settimana scorsa indica che la politica dell’Ue ha qualche difficoltà e che un referendum, per avere successo deve prevedere una efficace campagna informativa; questo no dovrebbe incoraggiare le attuali strategie degli Stati membri verso un impegno maggiore di diffusione del Trattato di Lisbona. Quelli che hanno votato no (196mila irlandesi) non possono credere che non ci siano rischi in questa risposta: se c’è una ratifica da parte dei 26 Stati membri la minoranza irlandese non potrà decidere del futuro di tutta l’Ue. Alcuni deputati dichiarano invece che il Trattato di Lisbona è morto e che bisogna prendere atto di questo no, come dei precedenti no di Olanda e Francia.

La Commissaria Ue responsabile delle relazioni internazionali e della strategia delle comunicazione, Margot Wallstrom, ha dichiarato: " Se gli irlandesi hanno votato no, perché alcuni Stati membri insistono sul processo di ratifica del Trattato? Noi crediamo che un trattato sia necessario per 3 motivi: per il carattere vincolante che così avrebbe la Carta europea dei diritti umani, rafforzando il quadro giuridico dell’Ue; il secondo motivo è quello della necessità di parlare ad una voce, per agire in modo più efficace in tutti i settori. Il terzo motivo è quello di rendere l’Ue più democratica poiché il Trattato prevede un maggiore coinvolgimento del Parlamento e dei cittadini. E’ importante che il Governo irlandese capisca al meglio le ragioni al loro no, attraverso sondaggi dell’Eurobarometro, per comprendere meglio le sfide del referendum su un testo di un Trattato, perché la comunicazione è alla base della democrazia e bisogna capire quali sono le idee dei cittadini."

Comments are closed.