EUROPA. Il regolamento per i pagamenti transfrontalieri necessita di una revisione

Secondo un nuovo rapporto presentato oggi dalla Commissione europea il regolamento comunitario del 2001 per i pagamenti transfrontalieri in euro necessita di modifiche per migliorare la protezione dei consumatori. La revisione di queste regole deve permettere di alleggerire il peso relativo alla dichiarazione di dati statistici imposta alle banche, che essendo differente da paese a paese ostacola la creazione di uno spazio unico, e deve ridurre le spese per le operazioni bancarie transfrontaliere. I pagamenti transfrontalieri costano nettamente più cari rispetto a quelli equivalenti effettuati all’interno del paese, anche dopo l’introduzione dell’euro.

Il regolamento, che si applica dal 1° gennaio 2006 ai pagamenti che ammontano massimo a 50mila euro, prevede che il cliente fornisca il numero internazionale del conto bancario (IBAN) e il codice di identificazione della banca (BIC) del beneficiario del pagamento. Alla fine di quest’anno, in base ad una valutazione dell’impatto e ad una consultazione appropriata, dovrebbe arrivare una proposta legislativa che modifica la direttiva vigente.

"Le regole sui pagamenti transfrontalieri in euro hanno già apportato dei benefici reali ai consumatori" ha dichiarato Charlie McCreevy, membro della Commissione responsabile del mercato interno e dei servizi. "Abbiamo osservato che in molti paesi le tariffe sono diminuite. Intendiamo continuare a migliorare la protezione dei consumatori estendendo la portata del regolamento anche ai prelievi automatici" – ha aggiunto McCreevy. "Vogliamo che le istituzioni finanziarie forniscano ai consumatori un’informazione chiara e trasparente, facilmente comparabile tra le banche e tra i paesi, sui servizi di pagamento che vengono proposti".

In assenza di una infrastruttura europea efficace e integrata per i servizi di pagamento, il regolamento ha incoraggiato i paesi a prendere le misure necessarie per concretizzare l’idea di una "zona interna di pagamenti" creando così uno spazio unico di pagamenti in euro (SEPA).

Secondo l’ultimo rapporto, però, gli Stati membri devono mettere in atto delle procedure adeguate per la gestione dei litigi, al fine di proteggere i diritti dei cittadini in caso di litigio tra una banca e il cliente o di applicazione non corretta del regolamento.

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