EUROPA. In arrivo norme comuni sull’accoglienza dei richiedenti asilo

Entro il 2010 l’UE deve avere un quadro legislativo comune sulle condizioni di accoglienza dei richiedenti asilo, nel rispetto degli obiettivi del programma dell’Aia. Oggi la Commissione europea pubblica una relazione in cui viene valutata l’attuazione della direttiva sulle condizioni di accoglienza, in vigore dal gennaio 2003, negli Stati membri. La direttiva doveva essere recepita entro il 6 febbraio 2005 da tutti i membri dell’UE, tranne l’Irlanda e la Danimarca.

Il risultato della relazione è abbastanza soddisfacente, ma sono state individuate alcune situazioni di recepimento scorretto o applicazione inadeguata. Inoltre la direttiva concede un ampio margine di discrezionalità in molti settori, come l’assistenza sanitaria, l’accesso al lavoro, il diritto alla libera circolazione, le esigenze delle persone vulnerabili e questo rende una condizione di disparità tra i diversi paesi. Creare un regime europeo in materia di asilo è una priorità per fare dell’Unione europea uno spazio di protezione unico per i rifugiati, nel rispetto dei valori umani comuni a tutti gli Stati membri. Il piano di base del regime comune europeo di asilo, quale definito nel programma di Tampere del 1999 e confermato nel programma dell’Aia del 2004, consiste nell’instaurare una procedura comune in materia di asilo e uno status uniforme validi nell’intera Unione. L’obiettivo è quello di garantire una reale parità, creando un sistema in grado di assicurare a coloro che ne hanno veramente bisogno l’accesso a un livello elevato di protezione in tutti gli Stati membri, a condizioni identiche.

La Commissione europea intende proporre alcune modifiche alla direttiva nel 2008, dopo aver raccolto i contributi derivanti dall’ampia consultazione sul Libro Verde sul futuro regime comune europeo in materia di asilo.

Il commento di Franco Frattini, vicepresidente della Commissione e commissario responsabile del portafoglio Giustizia, libertà e sicurezza è positivo rispetto al recepimento della direttiva nei vari paesi che, nonostante le preoccupazioni sollevate, non hanno abbassato i precedenti livelli di assistenza nazionale ai richiedenti asilo. "Creare una situazione di parità – conclude Frattini – è per la Commissione una priorità: perciò intendo proporre alcune modifiche alla direttiva che limitino il margine di discrezionalità concesso per quanto riguarda il livello e la forma delle condizioni materiali di accoglienza, l’accesso al lavoro, l’assistenza sanitaria, il diritto alla libera circolazione e l’individuazione e l’assistenza delle persone vulnerabili".

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