EUROPA. Incontro di esperti a Bruxelles sulla competitività dell’industria agroalimentare Ue

Oggi a Bruxelles ha luogo la prima riunione del gruppo di alto livello sulla competitività dell’industria agroalimentare. L’industria dei prodotti alimentari e delle bevande è uno dei settori industriali più importanti e più dinamici in Europa; comprende circa 280mila società, di cui il 90% sono piccole e medie imprese, e impiega oltre 4 milioni di persone. Con il suo volume di affari annuo di 800 miliardi di euro è la prima industria europea in termini di cifre ed esporta una grande scelta di prodotti, attirando numerosi clienti su mercati nazionali e internazionali abbastanza competitivi. Il gruppo di lavoro è presidiato dal vice presidente della Commissione Ue Gunter Verheugen e comprende anche la Commissaria Ue all’agricoltura e allo sviluppo rurale Mariann Fischer Boel, la Commissaria Ue alla protezione dei consumatori Meglena Kuneva e la Commissaria Ue alla salute Androulla Vassiliou.

La loro missione è quella di identificare i fattori che determinano la competitività dell’industria agroalimentare e di formulare un insieme di raccomandazioni per creare condizioni stabili per i prossimi anni. La riunione di oggi si inscrive nell’ambito della conferenza organizzata dalla Commissione Ue a novembre 2007 sulla promozione della leadership dell’industria agroalimentare europea. "Prodotti alimentari di grande qualità e prezzi ragionevoli rivestono una grande importanza per i consumatori dell’Ue – ha dichiarato Verheugen. "Insieme esamineremo gli aspetti a cui bisognerà dedicare particolare attenzione per rafforzare la competitività e rispondere alle aspettative dei cittadini".

La Commissione Ue lavora per sviluppare un regime commerciale che metta le imprese europee su un piano di uguaglianza rispetto a quelle straniere, che spesso possono accedere a prodotti agricoli meno cari. Inoltre si sta cercando di fare accordi preferenziali con i Paesi terzi per ridurre l’impatto delle barriere tariffarie e non solo. Questi accordi renderanno i mercati mondiali più accessibili all’industria agroalimentare europea.

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