EUROPA. Incontro interparlamentare per fare il punto sulla strategia di Lisbona

Questa settimana a Bruxelles si è tenuto il quarto incontro interparlamentare sulla strategia di Lisbona. Deputati dei parlamenti nazionali ed eurodeputati hanno discusso temi quali la libertà di movimento della conoscenza all’interno dell’Ue, la necessità di investire di più nell’istruzione e nel mercato del lavoro, l’urgenza di ridurre l’eccessiva burocrazia e di dare un sostegno maggiore alle piccole e medie imprese.

Martedì 12 febbraio si è svolto un incontro per riflettere sui progressi compiuti nell’ambito della strategia di Lisbona e sulle sfide da affrontare ancora. Erano presenti il Presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, e il Primo ministro sloveno per la crescita e lo sviluppo, Ziga Turk.

L’europarlamentare britannico, Malcom Harbour, relatore del gruppo di lavoro, ha sottolineato che il denaro assorbito dagli "elevati oneri amministrativi" dovrebbe "essere speso per la ricerca e l’innovazione", e gli incentivi fiscali dovrebbero essere considerati come "leva finanziaria dell’investimento pubblico per ottenere maggiori investimenti privati". Le piccole imprese, inoltre, essendo il motore che crea posti di lavoro, dovrebbero essere incoraggiate a crescere, anche contro la loro volontà di restare piccole per godere di maggiori incentivi fiscali.

Il gruppo di lavoro insiste sull’importanza di investire nelle risorse umane, con un’attenzione particolare al deficit demografico e al fenomeno dell’abbandono scolastico precoce. Altre priorità sono "la disoccupazione giovanile che colpisce quasi il 40% del numero totale dei disoccupati", l’esclusione dei portatori di handicap dal mercato del lavoro, e i 25 milioni di lavoratori a basso reddito. In questo la Commissione europea ha elaborato azioni mirate a "promuovere le prestazioni delle piccole e medie imprese che creano 9 posti di lavoro su 10" e a ridurre il numero di studenti che abbandonano la scuola prematuramente.

Per quanto riguarda l’attuazione della strategia di Lisbona, il relatore sloveno,Franc Horvart, punta il dito sulle aree problematiche di intervento, messe in evidenza dagli indicatori di valutazione. Queste sono la ricerca e lo sviluppo, la sicurezza energetica, la povertà e la "quinta libertà", quella per la circolazione della conoscenza. Il Presidente dell’Assemblea nazionale slovena, France Curiati, propone "un’area aperta di ricerca comune che comprenda l’Istituto europeo di Innovazione e tecnologia".

Una riflessione del gruppo di lavoro è sulla necessità di adattamento della strategia di Lisbona ai livelli di sviluppo dei vari Stati membri, puntando su una sufficiente flessibilità.

José Manuel Barroso dichiara che "la sfida più importante è quella di assicurare che la strategia di Lisbona non si trasformi in un altro esercizio burocratico". Secondo alcuni eurodeputati però, la Commissione europea dovrebbe armonizzare le tasse societarie all’interno dell’Ue, poiché avere a che fare con 27 regimi diversi diventa un ostacolo allo sviluppo.

Il vicepresidente del Parlamento europeo, Rodi Kratsa-Tsagaropoulou, ha sottolineato che il punto chiave "è l’equilibrio tra tutti i settori: quello economico, ambientale e sociale, da una parte e gli aspetti regionali dall’altra".

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