EUROPA. Italia deferita alla Corte di Giustizia sulla direttiva delle società non quotate

Italia deferita alla Corte di Giustizia Ue per non aver attuato integralmente la direttiva del 2003 sulla pubblicità delle società non quotate. Tale direttiva, che modifica il diritto societario comunitario facilitando la registrazione elettronica di atti presso i registri delle imprese di commercio da parte delle società, doveva essere recepita entro il 31 dicembre 2006.L’Italia non l’ha fatto.

Un richiamo scritto invece è stato mandato a Repubblica Ceca, Ungheria, Paesi Bassi e Polonia per la mancata attuazione entro i termini della direttiva sugli obblighi di trasparenza a carico delle società quotate.

La legge comunitaria del 2004 prevede obblighi di trasparenza a carico di queste società con lo scopo di garantire agli investitori un regolare flusso di informazioni con cadenza periodica e la diffusioni di questi dati al pubblico di tutta l’Ue. Tra le informazioni regolamentate ci sono le relazioni finanziarie, le notizie su partecipazioni rilevanti con diritto di voto e le informazioni comunicate ai sensi della direttiva sugli abusi di mercato. Dall’altro lato gli azionisti o chi detiene il diritto di acquisire azioni devono comunicare agli emittenti di strumenti finanziari tutte le partecipazioni rilevanti in società in modo da consentire alle agenzie di tenere il pubblico informato.

Comments are closed.