EUROPA. L’Ue approva nuova Direttiva protezione dei bambini. Intervista a Roberta Angelilli

Nuova Direttiva Ue sulla protezione dei bambini contro lo sfruttamento sessuale, gli abusi e la pedopornografia. La nuova normativa mira ad allineare le disposizioni legislative e regolamentari degli Stati membri per quanto riguarda la cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale per combattere lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pornografia infantile. La decisione introduce un quadro di disposizioni comuni in materia di penalizzazione, sanzioni, circostanze aggravanti, assistenza alle vittime e competenza. Il Parlamento europeo ha approvato la nuova Direttiva il 17 ottobre con 541 voti a favore, 2 contrari e 31 astensioni.

Relatrice per il Parlamento europeo è stata Roberta Angelilli, Europarlamentare Pdl e vice Presidente del Parlamento con delega ai diritti dei minori.

Qual è stato in Europa il percorso di questa Direttiva?

Si tratta di una Direttiva Ue completamente nuova mentre oggi c’è solo una decisione quadro piuttosto datata. La Commissione europea ha proposto una normativa sulla protezione dei bambini due anni fa, quindi è iniziato l’iter legislativo con Parlamento e Consiglio. Il 27 ottobre è arrivato l’ok finale dell’Europarlamento, adesso attendiamo la pubblicazione in gazzetta ufficiale e poi gli Stati membri dovranno ratificarla.

Qual è la principale novità del testo approvato a fine ottobre dal Parlamento europeo?

La novità principale consiste nel fatto che nel nuovo testo viene specificata una serie di reati, ad esempio attraverso la definizione chiara del reato di turismo sessuale, la creazione di norme per evitare il rischio di reiterazione dei crimini, il sequestro dei beni derivanti dai reati di pedopornografia e l’introduzione del reato di "grooming", ovvero l’adescamento per abusare di minori in rete. Poi vengono identificati tutte le aggravanti come l’abuso in famiglia e il caso di bambini particolarmente vulnerabili come i portatori di handicap. Inoltre vengono previsti importanti passi per la prevenzione di questi reati, sensibilizzazione, sostegno delle vittime, assistenza legale e psicologica, gratuito patrocinio. Infine viene prevista l’interdizione alle attività professionali a contatto con i minori per chi è stato condannato per reati di abuso sessuale.

Com’è la normativa italiana rispetto al nuovo testo Ue?

La normativa italiana è molto aggiornata, forse la più avanzata in Europa. La direttiva Ue vuole rendere omogenea la legislazione sulla protezione dei bambini in tutti i Paesi membri. Non abbiamo una black list dei Paesi più vulnerabili da questo punto di vista, ma vogliamo obbligarli tutti a una lotta più incisiva. Ad esempio gli Stati membri saranno obbligati a rimuovere ogni contenuto pedopornografico online, vincolo che finora non esisteva. In Italia questo compito è assolto con scrupolo dalla polizia postale.

Lei, come Europarlamentare, è da sempre impegnata nella difesa dei minori in Europa. Su cos’altro ha lavorato?

Come vicepresidente del Parlamento con delega ai diritti dei minori, mi sono occupata ad esempio della questione delle adozioni internazionali. Inoltre mi occupo di bambini scomparsi e bambini contesi da genitori di diversa nazionalità. I matrimoni tra europei ed extraeuropei sono infatti un fenomeno in crescita, per questo bisogna aggiornare la legislatura europea per evitare conflitti che possono diventare prolungati nel tempo e a discapito dei figli. Voglio dare sostegno legislativo a tutti quei genitori che non sanno chi contattare nel caso di una vertenza con stati diversi da quelli Ue.

di Alessio Pisanò

 

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