EUROPA. L’Unione economica e monetaria compie dieci anni

Ricorre in questi giorni il 10° anniversario dell’Unione economica e monetaria (Uem); esattamente a metà maggio del 1998 il Consiglio europeo ha preso la decisione di introdurre l’euro come moneta unica e il 1° giugno 1998 è stata creata la Banca Centrale Europea. In occasione di questo evento la Commissione Ue ha presentato oggi un bilancio dei 10 anni. Ne emerge un successo incontestabile dell’euro: in questo periodo di incertezza e di aumento inquietante dei prezzi dell’energia e delle derrate alimentari, un mercato di circa 320 milioni di persone ha potuto beneficiare della protezione di questa moneta internazionale forte.

I tassi di interesse sono caduti ad una media del 5%, contro il 9% degli anni ’90; i rischi legati ai tassi di cambio sono spariti; l’abbassamento del costo del capitale ha provocato innalzamenti dei livelli degli investimenti privati e pubblici fino al 22% del Pil, registrando picchi mai visti dagli anni ’90.

Anche i deficit pubblici sono scesi fino allo 0,6% del Pil nel 2007, contro la media del 4% degli anni ’80 e ’90; con la strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione sono stati creati nell’area euro circa 16 milioni di posti di lavoro dal 1999, portando il tasso di disoccupazione al 7%.

Nonostante le finanze pubbliche siano sane e le politiche macroeconomiche stabili, il coordinamento dell’area euro necessita ancora di miglioramenti, sul piano della crescita, dell’inflazione e della competitività. Inoltre, malgrado abbia varcato le frontiere dell’Uem, l’euro non riesce ancora a estendere e definire il suo ruolo sulla scena internazionale.

E’ d’obbligo quindi non abbandonare la sorveglianza sulle politiche di budget, integrare meglio le riforme strutturali, in particolare a livello dell’integrazione finanziaria e del funzionamento del mercato del lavoro.

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