EUROPA. La Commissione si muove per una strategia comunitaria contro la violenza nello sport

Il vice-presidente della Commissione europea, responsabile della giustizia, libertà e sicurezza, Franco Frattini, ha espresso il suo parere positivo sulla conferenza della Commissione europea dal titolo "Verso una strategia europea contro la violenza nello sport". L’UE può giocare un ruolo importante, soprattutto per la scambio di dati operativi, anche attraverso un portale elettronico. Per alcuni lo sport è fonte di identità locale e nazionale condivisa e può favorire una maggiore comprensione reciproca e può incoraggiare lo sviluppo di valori comuni come l’imparzialità, l’autodisciplina, la solidarietà, lo spirito di squadra e la tolleranza. Le competizioni sportive sono un catalizzatore di integrazione e sviluppano un senso di responsabilità personale e sociale.

Purtroppo l’ambiente sportivo ha anche una faccia oscura. Non mancano esempi di violenza, soprattutto nel calcio, che ha acquistato nel tempo una funzione sociale. Franco Frattini ricorda gli episodi più eclatanti: il derby siciliano di quest’anno, nel quale ha perso la vita un poliziotto e sono state ferite una centinaia di persone; gli scontri razzisti e antisemita che sono scaturiti da una partita tra il Paris-St-Germain e una squadra israeliana e che hanno causato la morte di un tifoso e la recente morte di Gabriele Sandri, seguita da una serie di violenze collettive ai danni della società civile. L’urgenza di questo problema è che diventa sempre di più un fenomeno organizzato e non resta confinato negli stadi, ma tende ad arrivare nei centri abitati delle città, coinvolgendo anche perone estranee alle dinamiche degli eventi sportivi.
Dopo le due grandi tragedie, quella di Heysel del 1985 e quella di Hillsborough del 1989 in cui hanno perso la vita rispettivamente 39 e 36 tifosi, sono stati presi tanti provvedimenti, sia a livello nazionale, sia a livello europeo.

L’UE ha messo a punto dei punti nazionali di informazione in cui è migliorato molto lo scambio dei dati operativi sui fattori che scatenano i disordini; grazi e alle raccomandazioni del manuale di sicurezza adottato nel 2001, la cooperazione della polizia ha contribuito ad una riduzione degli scontri. Nel novembre 2003 il Consiglio europeo ha adottato una risoluzione relativa alle decisioni di interdizione dallo stadio, che costituisce uno strumento importante per tenere lontani gli ultrà dagli incidenti sportivi. Sono state intraprese importanti azioni anche per quanto riguarda l’assistenza negli stadi, la vendita dei biglietti e la prevenzione del razzismo.

Anche la giustizia contribuisce ad affrontare il problema, portando a termine le inchieste sui casi di violenta, fino alla fine. Ultimo è l’esempio del processo ai 29 tifosi di una squadra di Stoccolma, accusati di aggressione e di offesa a pubblico ufficiale. Ulteriori misure di sicurezza sono state introdotte: stadi meglio sorvegliati e controllo video sugli spalti.

Gli sforzi comunitari si articolano in grandi aree di azione: la cooperazione tra la comunità politica, quella sportiva e la polizia che lavora in stretta comunicazione con gli organizzatori degli eventi sportivi e la UEFA. Gli interventi devono agire su un piano pluridisciplinare, facendo appello alla collaborazione tra i settori pubblici e quelli privati, senza dimenticare il settore associativo.
Una serie di misure preventive prevedono l’organizzazione di corsi serali organizzati dai club sportivi per individuare i fattori di rischio e per favorire l’inquadramento dei tifosi. I club e le autorità locali devono sviluppare un dialogo costruttivo sulle obbligazioni giuridiche e sugli obblighi finanziari e promuovere le attività delle associazioni di tifosi con uno statuto ufficiale.

L’invito del vice-presidente della Commissione europea è quello di creare una tavola rotonda europea permanente per la sicurezza dei principali club di calcio, in vista di una condivisione delle esperienze e di una discussione sulle pratiche da utilizzare per valorizzare la pratica e l’etica dello sport. Esistono attualmente dei programmi finanziati dalla Commissione: "Prevenire e combattere la criminalità", con un budget di 600 milioni di euro, "Gioventù in azione", "L’Europa per i cittadini".
Sarà accordato anche un aiuto finanziario per la formazione dei poliziotti e si avvieranno partenariati con il Forum europeo per la sicurezza urbana, che rappresenta più di 300 città dell’UE.

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