EUROPA. La Germania scarica i body scanner per i troppi falsi allarmi

Il ministro degli Interni tedesco ha detto No ai body scanner dopo un lungo periodo di prova. Rinviata a data da definire la decisione finale su questa discussa tecnologia a causa dei tanti falsi allarmi verificatesi nei mesi di test. All’aeroporto di Amburgo si è rivelato infondato il 50% degli allarmi, uno su due. Nel restante dei casi si è trattato di oggetti che non possono essere portati nella cabina di un aereo ma non necessariamente pericolosi.

"Questa tecnologia deve essere migliorata prima di essere utilizzata", si legge in una nota del ministro tedesco Hans-Peter Friedrich. "La polizia federale appoggerà i miglioramenti che verranno apportati a queste apparecchiature", ha continuato il ministro, che non ha escluso del tutto di riconsiderare la possibilità del loro utilizzo in futuro. Attualmente i body scanner sono considerevolmente utilizzati negli Stati Uniti (dove sono stati ideati) e in Europa si trovano in Gran Bretagna e Olanda.

I body scanner dovrebbero aumentare la sicurezza dei voli aerei permettendo la scansione dell’intero corpo umano e rivelando eventuali oggetti o dispositivi nascosti sotto gli indumenti dei passeggeri. Da anni si trovano al centro di un accesso dibattito per motivi di reale efficacia, potenziali effetti dannosi sulla salute, privacy delle immagini dei passeggeri scannerizzati e relativi costi. Si stima infatti che ogni apparecchiatura possa arrivare a costare fino a 250mila euro. Per questo motivo, le associazioni dei consumatori temono che il loro utilizzo si possa ripercuotere sul prezzo finale dei costo dei biglietti.

La decisione sul loro utilizzo obbligatorio o facoltativo in Europa spetta a Bruxelles. Di solito scettico sulla loro efficacia, il Parlamento europeo si è pronunciato a favore dei body scanner con un voto in commissione trasporti lo scorso maggio. Lo stesso Parlamento europeo dispone di sei apparecchiature che però non sono mai state utilizzate.

In Italia, favorevole al loro utilizzo, la loro sperimentazione è stato un flop. Nonostante il loro utilizzo negli aeroporti di Fiumicino, Malpensa e Venezia non abbia raggiunto i risultati sperati, il ministro degli Esteri Franco Frattini ha dichiarato a più riprese che si tratta di uno "strumento sicuro" per garantire "il diritto alla sicurezza, che è precondizione di tutte le libertà".

di Alessio Pisanò

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