EUROPA. Mediatore europeo, un terzo lamentele è su scarsa trasparenza PA

Il 33% delle lamentele arrivate al Mediatore europeo nel 2010 riguardano la scarsa trasparenza delle amministrazioni pubbliche europee. I casi più comuni sono la mancata messa a disposizione delle documentazioni pubbliche richieste, problemi nell’esecuzione nelle gare di appalto per progetti Ue e con i contractors, mancanza di imparzialità, abuso di potere e discriminazione.

Il Mediatore P. Nikiforos Diamandouros ha ricevuto nel 2010 ben 2667 richieste d’intervento. La maggior parte delle segnalazioni arrivano da Germania (375) e Spagna (349), seguite da Ong e associazioni. Considerando la popolazione, in testa alla classifica troviamo Lussemburgo, Cipro e Belgio. Nel 2009 le richieste erano state 3098, una riduzione (-400) dovuta anche alle istruzioni interattive disponibili sul sito del Mediatore con informazioni sui casi di sua competenza. Il numero dei casi aperti (335) e chiusi (326) è invece rimasto stabile.

Il Mediatore è potuto intervenire nel 70% dei casi, aprendo un’inchiesta, trasferendo il caso all’ente / organo competente o dando indicazioni sul percorso da seguire. La maggior parte delle denunce riguardano la Commissione europea (65%), l’Ufficio di di selezione del personale Ue EPSO (10%), il complesso delle agenzie Ue 810%), il Parlamento europeo (7%) e il Consiglio (2%).

Alla presentazione del Rapporto annuale 2010, Nikiforos Diamandouros ha ricordato che "la priorità del Mediatore europeo è aiutare le istituzioni europee a diventare più aperte, affidabili, e vicine ai cittadini, al fine di aumentare la loro fiducia nei servizi pubblici europei. Rimane ancora molto da fare. Sono comunque soddisfatto che in più della metà dei casi chiusi nel 2010, le istituzioni coinvolte hanno accettato una una conciliazione e affrontato la questione".

Il Mediatore europeo è stato istituito dal Trattato sull’Unione europea di Maastricht nel 1992 e ha sede a Strasburgo. Nominato dal Parlamento europeo per 5 anni, rinnovabili di altri 5, costituisce il difensore civico della Comunità europea e agisce in completa indipendenza da ogni potere, compreso il Parlamento europeo da cui è nominato. Qualsiasi cittadino dell’Unione, ente, organizzazione, persona fisica o giuridica che risieda o abbia la sede in uno Stato membro, può rivolgersi al Mediatore per denunciare casi di cattiva amministrazione da parte di qualsiasi istituzione o organo comunitario, ad eccezione della Corte di giustizia e del Tribunale di primo grado.

di Alessio Pisanò

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