EUROPA. Mercato interno, Ue avvia procedure di infrazione nei confronti di 20 paesi

L’Unione europea ha notificato all’Italia e ad altri 19 paesi procedure d’infrazione per il mancato recepimento delle regole del mercato interno. All’Italia e’ stato inviato un parere motivato, seconda fase della procedura d’infrazione, per il mancato recepimento della direttiva sulle pensioni. Ammoniti anche Belgio, Cipro, Repubblica Ceca, Finlandia, Francia, Lituania, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Gran Bretagna. Italia e Belgio hanno ricevuto un secondo parere motivato per la mancata attuazione della direttiva sui prospetti informativi.

La Commissione ha trasmesso, inoltre, un parere motivato supplementare all’Italia in merito alla legislazione italiana che impone a tutte le imprese di assicurazione abilitate a fornire l’assicurazione di responsabilità civile auto per tutte le categorie di assicurati in tutte le regioni italiane. In merito la Commissione ha ricevuto una serie di denunce.

L’obbligo a contrarre è legato all’obbligo per le imprese di assicurazione di calcolare le proprie tariffe conformemente alle basi tecniche utilizzate per la fissazione dei premi nel corso degli ultimi cinque esercizi. A parere della Commissione, tale fissazione di tariffe è contraria al principio della libertà tariffaria di cui alla terza direttiva assicurazione non vita (92/49/CEE). Inoltre, dal momento che la norma sul controllo delle tariffe si applica anche ad imprese aventi la propria sede principale in altri Stati membri, la Commissione ritiene che il regime sia anche contrario al principio fondamentale del Mercato interno del controllo dello Stato d’origine. Infine, la Commissione ritiene che l’obbligo a contrarre sia in quanto tale una limitazione immotivata del principio della libertà di stabilimento di cui all’articolo 43 CE e del principio della libera prestazione di servizi di cui all’articolo 49 CE.

Nell’ottobre 2005 è stato trasmesso all’Italia un parere motivato. Nella loro risposta le autorità italiane hanno per lo più ribadito che le norme sono necessarie affinché tutti i guidatori possano ottenere l’assicurazione in tutte le parti d’Italia. Pur riconoscendo che i motivi di tutela dei consumatori e di ordine pubblico possono giustificare restrizioni alle libertà fondamentali, d’avviso della Commissione esistono mezzi meno restrittivi per raggiungere tale obiettivo. Le autorità italiane dispongono di due mesi per rispondere al parere motivato supplementare.

 

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