EUROPA. Nessun pericolo fughe radioattive da Marcoule. Ma torna l’allarme nucleare

"Non c’è‚ alcun motivo di preoccuparsi. Non ci sono fughe radiologiche", ha detto il ministro francese dell’Ecologia, Nathalie Kosciusko-Morizet, dopo essersi recata sul luogo dell’incidente nell’impianto di Marcoule nel sud della Francia. Anche l’Autorità di sicurezza nucleare francese (ASN), che aveva dichiarato lo stato di emergenza, ha fatto rientrare l’allarme. ”Non c’è stata alcuna fuoriuscita chimica o radioattiva e non c’è alcun rischio di fuga". Anche nelle vicine regioni italiane di Valle d’Aosta, Liguria e Piemonte (250 km in linea d’aria da Torino e a poco più di 300 km da Genova) si esclude la possibilità di fughe radioattive e di pericolo per la popolazione.

Torna l’allarme nucleare in Europa. L’esplosione di una fornace per la fusione delle scorie tossiche dell’impianto di Marcoule in Francia, attivo dal 1999, ha riportato il nucleare nell’attualità europea. Lo scorso marzo, dopo il disastro di Fukushima, Bruxelles aveva lanciato una serie di stress test per valutare la sicurezza dei 143 reattori attivi in Europa. Ma l’impianto di Marcoule non rientra in quelli segnalati dalle autorità francesi per i test perché, come ha confermato in una nota la Commissione europea, "non si tratta di una centrale nucleare" ma bensì "si occupa di rifiuti radioattivi" quindi rientra nell’ambito della direttiva sui rifiuti radioattivi, che include quelli a basso livello di radiazioni.

"Il pericolo c’è. Intervenga l’Unione europea sulla trasparenza e la gestione della crisi”, sostiene Sergio Ulgiati del Comitato scientifico Wwf Italia. "L’impianto in questione è usato per riciclare l’uranio e il plutonio contenuti nelle bombe nucleari e nelle barre di combustibile esaurite e farne Mox (Mixed oxide fuel), combustibile usato in impianti nucleari, operazione che richiede una serie di fasi molto delicate di separazione del plutonio e dell’uranio dal combustibile esaurito o dagli ordigni nucleari smantellati". Secondo Ulgiati "il rischio di tale lavorazione è evidente, e così pure la possibilità di fuoriuscita di materiale altamente contaminato in atmosfera”. Intanto i Verdi denunciano che la zona risulta "offuscata" su Google Earth così come succede con per i "siti militari".

L’allarme nucleare arriva anche al Parlamento europeo. Debora Serracchiani, eurodeputata Pd, si chiede "che fine ha fatto l’accordo dell’Unione Europea sugli stress test" e ricorda che "il Consiglio europeo ha conferito alla Commissione il mandato di rivedere, entro la fine del 2011, l’attuale quadro legislativo e regolamentare per la sicurezza degli impianti nucleari”. Andrea Zanoni, europarlamentare Idv subentrato al posto di Luigi de Magistris, chiede che "a scegliere sul nucleare una volta per tutte siano i 500 milioni di cittadini europei: diamo a tutti in Europa la possibilità che hanno avuto gli italiani di dire NO al nucleare".

di Alessio Pisanò

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