EUROPA. Network eolico Mare del Nord: energia pulita e risparmio

Il progetto eolico "Offshore Grid" nel Mar Baltico e Mare del Nord consentirà un risparmio di 14 miliardi di euro l’anno producendo solo energia pulita. Lo rende noto lo studio dell’Offshore Grid consortium, finanziato dall’Ue, che ha fatto un previsione del rapporto costi-benefici della rete di impianti eolici marini connessi con la terra ferma tramite un unico hub. "Se collegato adeguatamente, si produrrebbero benefici addizionali pari a 16-21 miliardi di fronte a una spesa di 5-7 miliardi", si legge nel rapporto. Il tutto vuol dire un costo di circa 0,1 centesimi per kWh consumato nell’Unione europea durante il ciclo di vita del progetto. Il progetto, cofinanziato dal programma ”Intelligent Energy Europe” dell’Ue, vede come partner l’Agenzia Tedesca dell’Energia, l’Associazione Europea dell’Energia Eolica, l’Istituto Polacco per le Energie Rinnovabili, l’unità per le fonti di energia rinnovabile dell’Università Nazionale Tecnica di Atene, l’Istituto di Ricerca Energetica Norvegese, il Centro Tedesco per la Ricerca sull’Energia Eolica e i servizi sull’Energia globale britannici del Group Senergy Econnect.

Il North Sea Offshore Grid, ufficialmente il North Seas Countries Offshore Grid Initiative (NSCOGI), è un progetto in collaborazione con l’Ue e la Norvegia per creare un sistema integrato di produzione energia eolica in connessione con altre forme di energia rinnovabile in tutto il mare del Nord. E’ una parte del futuro European super grid, un network energetico, ancora solo teorico, che dovrebbe connettere molti paesi Ue con alcune regioni extraeuropee, come il Nord Africa, il Kazakhstan, e l’Ucraina. L’elettricità sarebbe trasmessa via cavi ad alto voltaggio in tutti i Paesi coinvolti nel progetto. Il sistema idroelettrico norvegese costituirebbe una "grande batteria" che immagazzinerebbe l’energia prodotta in surplus e la metterebbe in circolo nei periodi di crisi.

La Danimarca ha deciso di alzare la barra prevista per il 2020, sia per quanto riguarda la riduzione delle emissioni di CO2, sia per l’uso delle energie rinnovabili. Il nuovo governo danese ha deciso di tagliare del 40% le emissioni e di produrre con l’energia eolica il 50% del fabbisogno energetico del Paese. Sempre Copenaghen ha creato un nuovo Ministero per il clima e l’energia. Proprio la Danimarca avrà la presidenza di turno dell’Unione europea dal primo gennaio 2012.

In Olanda l’impianto Windpark Owez oltre a produrre energia pulita protegge la biodiversità. Secondo gli scienziati della Wageningen UR University, del Bureau Waardenburg e dell’Istituto reale olandese di ricerca marina Koninklijk Nioz, l’impianto costituirebbe una vera e propria difesa per i fondali marini della zona e favorirebbe lo sviluppo di nuove specie acquatiche. La ricerca "Short-term ecological effects of an offshore wind farm in the Dutch coastal zone" ha confermato che l’impianto eolico agirebbe come "un nuovo tipo di habitat" a vantaggio di una maggiore biodiversità di certi organismi, con una maggiore presenza di benthos, pesci, mammiferi marini e alcune specie di uccelli.

di Alessio Pisanò

 

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